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GB, medico inganna pazienti sane ed effettua centinaia di mastectomie per soldi: rischia l’ergastolo

Quando la giuria del tribunale di Nottingham lo ha dichiarato colpevole è scoppiato a piangere. Lacrime da coccodrillo che non hanno intenerito nessuno, tantomeno le sue vittime che, esultanti, gli auguravano di marcire in galera fino alla fine dei suoi giorni. Ora Ian Paterson, medico diabolico di 59 anni, rischia il carcere a vita: è accusato di aver effettuato decine di mastectomie assolutamente inutili e ingiustificate dopo aver fatto credere a dieci pazienti di essere gravemente ammalate di cancro al seno, esagerando o addirittura inventando i rischi che correvano e falsificando i responsi degli esami a cui erano state sottoposte. Il tutto per accrescere la propria reputazione professionale e, soprattutto, il proprio conto in banca per garantirsi una vita lussuosa.

Paterson, sposato e padre di tre figli, ha tra l’altro recentemente venduto una casa di Birmingham per 1.25 milioni di sterline e possiede una casa per le vacanze negli Usa. Ma non è tutto: i dieci casi affrontati nel processo sono solo la punta dell’iceberg. In passato il Servizio sanitario nazionale aveva già dovuto sborsare 17,8 milioni di sterline per risarcire oltre 250 vittime di Paterson che avevano citato in giudizio il medico per aver effettuato su di loro interventi inutili. E attualmente ci sono almeno altre 600 persone che hanno avviato una causa contro di lui, ma gli avvocati stimano che la cifra finale potrebbe superare quota 1.000. Uno scandalo di portata gigantesca che rischia di costare al Servizio sanitario diversi milioni di sterline. E che getta ombre inquietanti su omertà e ignavia dell’ambiente in cui si muoveva Paterson: da un rapporto del 2013, infatti, risulta che forti perplessità sul suo operato erano state sollevate da alcuni colleghi del servizio pubblico fin dal 2003, ma i suoi capi avevano deciso di ignorare il problema o, al massimo, avevano adottato provvedimenti inadeguati.

«Spero solo che resti in prigione il più a lungo possibile – dice la 57enne Frances Perks, una delle vittime – Spero che marcisca all’inferno. Mi persuase a fare una mastectomia nel 2008, avvisandomi che altrimenti avrei avuto un cancro al seno: non era vero». Come agli altri pazienti, le è stato chiesto se secondo lei Paterson agisse così solo per soldi: «Personalmente, credo che sia un psicopatico» ha risposto Frances che, mentre testimoniava al processo, si è sciolta in lacrime. «Volevo che lui mi vedesse – ha detto – e io volevo vederlo come un uomo distrutto».

«Quell’uomo – ha detto Mark Payne, sovrintendente della polizia di West Midlands – era un prepotente che si sentiva Dio e ha giocato con la vita delle persone per poter vivere una vita di lusso». Paterson, che ha lavorato in due ospedali privati, lo Spire Healthcare nelle West Midlands e al Solihull Hospital del Servizio sanitario nazionale, mentiva non solo ai pazienti, ma anche ai medici curanti e ai colleghi, esagerando o inventando i rischi di tumore delle sue vittime e alterando documenti medici per giustificare le opzioni chirurgiche più redditizie. La polizia cominciò a indagare su di lui nel 2012, dopo che una paziente sollevò perplessità e preoccupazioni relative al trattamento a cui era stata sottoposta. Da quel momento il Consiglio generale medico vietò a Paterson di eseguire mastectomie nel settore pubblico, lasciando però aperta una scappatoia pericolosa che gli consentiva di poter ancora effettuare interventi nel settore privato. Poi, l’epilogo: il processo e la condanna, anche se lui continua a professarsi innocente, sostenendo che quelle operazioni erano necessarie e che è aberrante pensare che possa aver agito così per denaro. La giuria non è stata dello stesso parere. E ora, dopo averlo giudicato colpevole, stabilirà quanto tempo dovrà restare in carcere: potrebbe non bastare una vita a riparare il male fatto.

di Federica Macagnone
LEGGO.IT