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Camera, difesa legittima di notte

Sì dell’Aula della Camera alla nuova normativa sulla legittima difesa. Il testo, approvato dopo due anni, passa al Senato. Critica la Lega Nord che ha manifestato la propria contrarietà con uno striscione «La difesa è sempre legittima» fatto rimuovere dalla presidenza d’Aula.

I voti a favore sono stati 225, 166 i contrari (tutto il centrodestra, SI e Mdp), 11 gli astenuti. La principale novità è che per la vittima di un’aggressione la reazione è considerata legittima difesa, quindi anche possibile con le armi, quando si verifica «di notte», con «violenza sulle persone o sulle cose». Un sì particolarmente atteso, dopo mesi di polemiche, ma senza la partecipazione di Forza Italia, come ha annunciato il leader del partito Silvio Berlusconi: «Forza Italia ha fatto il possibile per migliorarlo. (…) Tuttavia il testo finale non è certo adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono. In accordo con il capogruppo Renato Brunetta, ho espresso un parere contrario al disegno di legge in questione». «Noi non siamo certo per la difesa «fai da te», ha precisato il leader di Forza Italia, «ma di fronte al pericolo dev’essere garantito il diritto alla difesa. Il testo votato dalla maggioranza delude queste aspettative, non dà risposta al tema centrale del diritto alla difesa, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi». Una posizione che ha suscitato l’immediata reazione del Pd: «Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo! Io penso che vogliano sottrarsi a qualsiasi responsabilità politica. Solo per questo dicono no ad una buona riforma», ha affermato il responsabile giustizia del partito David Ermini. Lo stesso Ermini però riconosce: «Al Senato i voti andranno trovati, al momento non ci sono o comunque non sono affatto certi». Lì il governo di Paolo Gentiloni ha ottenuto a dicembre 169 voti di fiducia, otto in più della maggioranza assoluta, compresi quelli di Mdp ed escluso Ala di Denis Verdini che uscì dall’Aula. Mdp alla Camera non ha votato e, senza modifiche, non sembra intenzionata a votare nemmeno a palazzo Madama. Ala, invece, alla Camera ha votato sì e quindi potrebbe bilanciare qualche voto in meno degli ex Pd (sono 15 gli ex Pd, 16 i verdiniani).

Ecco cosa cambia

La proposta di legge, qualora dovesse essere approvata in via definitiva, andrà a modificare gli articoli 52 e 59 del codice penale. Il primo riguarda la legittima difesa mentre il secondo tratta le circostanze del reato. Nelle ultime ore prima dell’approvazione alla Camera il testo ha subito due importanti modifiche attraverso due emendamenti. È stata di fatto cambiata l’impostazione stessa della legge, andando non più solo a incidere sull’articolo 59 del codice penale, ma anche sull’articolo 52. Infine, è stato approvato un ulteriore emendamento Pd, che dispone il pagamento delle spese processuali a carico dello Stato (un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017). Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma: la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio. Nella modifica dell’art 59 si stabilisce che nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

Salvini cacciato dalla Camera va in piazza

Matteo Salvini, leader della Lega Nord, ha dichiarato in piazza di Montecitorio: «Questa legge è l’ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini: quando la Lega sarà al governo farà una legge seria». Con Salvini, che poco prima si era fatto espellere dagli spalti della dell’Aula della Camera perché aveva gridato «Vergogna!», in piazza c’erano molti deputati del Carroccio, tutti indossavano magliette con le scritte: «La difesa è sempre legittima», «Io sto con le vittime». «Questa legge non ha senso, il governo copia malamente una nostra proposta, ma si tratta di un governo che è scafismo di Stato», ha scandito, «che difende i violenti e non protegge i cittadini».

Saviano parla di fascismo alle porte

Sull’altro fronte bisogna registrare la presa di posizione di Roberto Saviano: «Non è consentendo alle persone di armarsi e di sparare che si tutela la sicurezza dei cittadini. È solo un’illusione e una mancia politica per ottenere consenso». «Con il decreto Minniti e la legge sulla legittima difesa, il Partito democratico», ha attaccato Saviano, «ha deciso definitivamente di essere un partito della peggior destra che fa leva su istinto, ignoranza e luoghi comuni. La politica decide di abbandonare la statistica (secondo cui per i reati predatori tra il 2015 e il 2016 c’è stato un calo del 16% e non un aumento) per assecondare la percezione del crimine e ”invitare” i cittadini ad armarsi». «La sicurezza», ha aggiunto, «si ottiene con politiche sociali, con l’aumento dei controlli, non delegando alla difesa personale, cosa che lascia una tale discrezionalità da rendere pericolosissima questa legge. Non è più ciò che realmente accade il criterio guida per stabilire come fare le leggi, ma la percezione che le persone hanno della realtà, una percezione indotta dai media che parlano di insicurezza con argomentazioni leghiste. Quando il nuovo fascismo sarà alle porte ricordiamoci di chi gliele avrà fatte trovare aperte». Insomma, come al solito, è polemica, mentre i magistrati provano a spiegare che gli italiani già ora non sono del tutto indifesi o costretti ad assistere inermi a rapine e furti in casa. Per il capo dei Gip di Milano, Aurelio Barazzetta, il «requisito fondamentale è la proporzione tra offesa e difesa» ma esiste già la legittima difesa putativa, ad esempio «nel caso di rapina notturna in cui è difficile sapere se il ladro sia armato o no».

italiaoggi.it/
di Franco Adriano e Giampiero Di Santo