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il nuovo direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità

Occhiali, brizzolato, aspetto austero, Tedros Adhanom Ghebreyesus è il nuovo direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Dopo quasi due anni di campagna elettorale, i ministri della Salute dei Paesi dell’Oms hanno scelto con voto segreto il successore di Margaret Chan, a capo dell’agenzia delle Nazioni Unite per dieci anni, corrispettivo di due mandati.

Battendo gli altri candidati David Nabarro (inglese) e Sania Nishtar (pakistana), Tedros – come lo chiamano tutti – è il primo africano a sedere sulla più alta poltrona dell’agenzia delle Nazioni Unite, un incarico che inizierà ufficialmente il 1° luglio 2017.

Tedros, 52 anni, è infatti etiope e prima di approdare all’Oms è stato ministro della Salute (dal 2005 al 2012) e ministro degli Affari esteri (2012-2016) per il suo Paese. È stato inoltre membro dirigente di diverse organizzazioni per la lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria.

“Come ministro della Sanità in Etiopia – si legge sul comunicato apparso ieri sul sito dell’Oms – il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus ha condotto uno sforzo globale di riforma del sistema sanitario nazionale, occupandosi dell’espansione dell’infrastruttura sanitaria del Paese, creando 3.

500 centri e 16mila presidi sanitari; ha ampliato la forza lavoro in ambito sanitario con 38mila addetti e ha avviato meccanismi di finanziamento per espandere la copertura assicurativa sanitaria. In qualità di ministro degli Affari Esteri ha guidato le negoziazioni della Addis Ababa Action Agenda, in cui 193 Paesi si sono impegnati a erogare i finanziamenti necessari per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

C’è anche qualche ombra nella carriera nel neo-eletto direttore dell’Oms. Proprio alla vigilia del voto dall’entourage del rivale Nabarro sono state fatte circolare notizie che lo vedrebbero coinvolto nell’insabbiamento delle epidemie di colera verificatesi nel 2006, 2009 e 2011 in Etiopia, che sarebbero state declassate a epidemie di diarrea acuta. Altre voci lo vogliono complice della dura repressione (il New York Times parla anche di massacri e di torture a giornalisti e avversari politici) che il governo etiope avrebbe attuato nei confronti dell’opposizione. Accuse ovviamente respinte da Tedros, ma fuori dal Palazzo delle votazioni a Ginevra si erano intanto radunati alcuni manifestanti etiopi che protestavano contro l’elezione del connazionale apostrofandolo come killer.

Nel suo discorso di 15 minuti che ha preceduto la votazione Tedros ha dipinto i tratti che avrebbero caratterizzato il suo mandato se fosse stato eletto. Dopo aver ricordato le sue battaglie contro la povertà per il miglioramento della salute della popolazione, Tedros ha promesso il suo impegno per implementare la copertura sanitaria mondiale e la capacità dell’Organizzazione di rispondere alle emergenze. Più attenzione, inoltre, alle battaglie di chi lavora sul campo in ambito di tutela della salute con un aumento del personale dedicato. Ha fatto anche menzione al quadro generale in cui dovrà operare l’Oms e alle emergenze che dovrà affrontare: pandemie, guerre, terrorismo, povertà e cambiamenti climatici. Una “tempesta perfetta”, dice. Non tralascia il riferimento all’obiettivo di una maggiore trasparenza sull’operato dell’agenzia, da tempo accusata di eccessiva burocratizzazione e di spese pazze per stipendi dei dirigenti e viaggi, costi sproporzionati rispetto agli investimenti fatti per la lotta alle principali piaghe sanitarie dei nostri tempi.

wired.it