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Numero chiuso in Statale a Milano, il no della ministra Fedeli: “Bisogna allargare non chiudere”

“Quando si parla di immatricolazioni si dovrebbe ragionare con la capacità di allargare e non di chiudere, soprattutto per quanto riguarda alcune facoltà”. Anche il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli prende posizione sul tema del numero chiuso in Statale. E lo fa schierandosi contro la decisione del rettore Gianluca Vago di imporre un test d’ingresso ai corsi di laurea dei dipartimenti umanistici. La ministra invita il rettore a riflettere anche “a fronte dei dati che noi abbiamo sui laureati, dobbiamo puntare su un numero maggiore di laureati”. Fedeli ha poi aggiunto che si tratta di questioni che “devono affrontare le università, visto che hanno autonomia”.

Una presa di posizione forte che restituisce un po’ di vigore al fronte della protesta anche all’interno della Statale, dove tra gli studenti si ragiona sulle strategie per andare avanti. Sicuramente non sarà una strada facile quella per arrivare al numero chiuso, visto che il tempo stringe e i dipartimenti sono restii a collaborare (tutti si erano dichiarati contrari all’introduzione del test d’ingresso). A Filosofia, ad esempio, hanno rassegnato le dimissioni i membri della commissione paritetica, composta da studenti e professori, che svolge attività di monitoraggio dell’offerta formativa e della qualità della didattica e vigila sull’operato del dipartimento.

Una strada in salita, quindi, anche perché le modalità con cui è stata decisa l’introduzione del numero chiuso sono irrituali: solitamente sono infatti i dipartimenti ad appoggiare la decisione e a collaborare. Adesso, per esempio, sarà più complicato del solito anche trovare chi dovrà preparare i test e chi andrà a far parte della commissione. Non solo. Tra i votanti contrari del senato accademico circola anche l’ipotesi di fare ricorso al Tar contro la decisione del senato accademico, soprattutto per vizi di procedura: uno dei voti dei favorevoli è stato infatti raccolto per via telefonica, cosa che secondo alcuni potrebbe rappresentare un appiglio legale per un’eventuale impugnazione.

Il rettore della Statale incassa però anche voci a sostegno delle sue ragioni. Come quella, inattesa, del sindaco Beppe Sala: “Ne ho parlato con il rettore perché è un tema delicato e curioso. Mi citava l’esempio di Oxford, dove ci sono cento laureati all’anno in filosofia, mentre qui abbiamo 700/800 richieste: non è che rischiamo di accogliere tutti e creare tanti disoccupati?”.

C’è poi anche una parte (ridotta) di studenti che si è schierata per il sì. Si tratta della lista Unilab, il cui rappresentante Riccardo Rogliani ha votato a favore
del numero chiuso: “Avremmo evitato volentieri di dover arrivare a questa decisione che però non è ideologica ma molto pratica – dice Rogliani – il rischio chiusura era dietro l’angolo ed il superamento delle soglie avrebbe comportato almeno un anno di blocco forzato per tutti gli altri corsi di studio. Ora la battaglia si deve spostare a un piano più alto. Bisogna denunciare l’inadeguatezza delle risorse che ci vengono offerte dalle politiche nazionali”.

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