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Padova,i genitori accusano:«Neonata invalida dopo un’operazione»

PADOVA. È stata sottoposta a un delicato intervento al cuoricino, quando aveva appena quattro mesi. Ma qualcosa nel post-operatorio è andato storto e la neonata è rimasta invalida. I genitori hanno avviato un’azione giudiziaria contro l’Azienda Ospedaliera di Padova dove la bimba era stata ricoverata chiedendo un risarcimento di 1,5 milioni di euro. Nei giorni scorsi, davanti al tribunale civile, le parti hanno tentato il raggiungimento di un accordo che però non c’è stato; l’udienza è stata rinviata a novembre quando il giudice deciderà se affidare o meno una nuova consulenza sull’entità del danno subito dalla piccina.

I fatti risalgono al novembre 2012 quando la piccola, nata a Padova da una famiglia di origini siciliane, viene ricoverata in Azienda Ospedaliera con problemi di natura cardiaca e, più precisamente, con la “sindrome della coartazione aortica”. La neonata deve essere sottoposta a un intervento chirurgico di chiusura del setto interventricolare e debendaggio dell’arteria polmonare. La bimba viene operata il 20 novembre e l’intervento si svolge senza complicanze. Nelle ore successive però le sue condizioni di salute vanno peggiorando progressivamente, i medici intervengono con l’infusione di farmaci d’urgenza, ma purtroppo non basta: la piccola va in arresto cardiaco. Il torace viene immediatamente riaperto, mentre continua il massaggio cardiaco esterno. Dopo 15 minuti di inattività cardiaca, il cuoricino torna alla normalità. Il giorno dopo la neonata viene sottoposta a un ulteriore intervento legato alla procedura d’urgenza posta in essere il giorno precedente.

Il 7 dicembre la bimba lascia la Terapia Intensiva, ma dai controlli effettuati « non si dimostra reattiva agli stimoli tattili, lo sguardo è deviato verso destra». La risonanza magnetica encefalica rivela il problema, e segnala una “necrosi laminare da alterazioni ischemiche subìte”. Una conseguenza inevitabile della patologia di cui la piccola soffriva o il frutto di errori medici? I familiari, dopo essersi ripresi dallo choc causato da quanto accaduto, decidono di rivolgersi alla magistratura per fare luce sulla vicenda.

L’avvocato Matteo Mion che assiste i genitori non ha dubbi: «La responsabilità della struttura appare pacifica», scrive nell’atto di citazione con cui chiama in causa l’Azienda Ospedaliera contestando il fatto che la piccola è diventata invalida al 100%. Il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio, il chirurgo Davide Roncali. Che in effetti rileva un danno, ma in misura decisamente inferiore rispetto a quella contestata dai consulenti della famiglia. In sostanza: secondo il perito la bimba presentava già, prima dell’intervento, una seria forma di invalidità. Per la famiglia invece ci sono state condotte mediche erronee (tra cui aver causato colposamente un pneumotroace e non aver capito che esso era causa di desaturazione e del successivo arresto
cardiaco), tali da causare la maggior parte del danno. L’Azienda Ospedaliera, nella scorsa udienza, ha proposto un risarcimento di 550 mila euro, la famiglia chiede 1,5 milioni. Il giudice deciderà ora se procedere con un nuovo incarico a un consulente.

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