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Tangenti sanità, chiesto un nuovo processo per Formigoni

Finito in carcere Pierangelo Daccò, l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni avrebbe cambiato “cavallo”. O, meglio, l’organizzatore delle sue vacanze. Ricevendo 450mila euro in benefit vari da Massimo Guarischi – ex enfant prodige di Forza Italia, la cui carriera è stata travolta da arresti, scandali e condanne – in cambio di un occhio di riguardo su apparecchi ospedalieri da far acquistare alla sanità regionale. “Fino al settembre 2012”, è scritto nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Eugenio Fusco, Formigoni sarebbe stato finanziato con vacanze, doni – orologi Rolex e Bulgari – e tangenti per agevolare l’amico Guarischi.

TANGENTI IN VIAGGI DI LUSSO
Nel novembre 2011, nelle mani della procura finisce Pierangelo Daccò. Considerato il “facilitatore”, Daccò è accusato di aver incassato consulenze fittizie – per un totale di oltre 70 milioni – da strutture convenzionate come il San Raffaele e la Fondazione Maugeri, in parte girate sotto forma di “utilità” all’allora governatore lombardo che poteva partecipare a crociere ai Caraibi e usufruire di barche e motoscafi e ville in Sardegna senza sborsare un centesimo. Per questa accusa il plurigovernatore è stato condannato a sei anni in primo grado. Una volta arrestato Daccò, però, il vizio – sempre secondo la procura – l’esponente di Cl non lo avrebbe proprio perso. Anzi.

RESORT IN SUDAFRICA
La procura riesce infatti a ricostruire che Formigoni nel 2012 viene ospitato in resort di lusso in Sudafrica o in barca in Croazia. Anche in questo caso, è scritto nella nuova inchiesta, le quote sarebbero state pagate non da lui ma da Guarischi. Un pacchetto all inclusive, visto che Formigoni veniva prelevato da un’auto privata e accompagnato agli aeroporti per le partenze, dove trovava un biglietto di prima classe pronto per trasportarlo alla meta prestabilita. Il costo complessivo del viaggio in Sudafrica, tra il 27 dicembre e il 3 gennaio 2012, fu di 55mila euro. “Guarischi – è scritto nelle carte dell’inchiesta – sosteneva anche la spesa della quota da 7mila euro spettante al governatore”. Per i viaggi in Croazia tra il 23 e il 30 giugno 2012 e il 28 agosto e l’8 settembre dello stesso anno, l’esborso a carico di Guarischi sarebbe stato rispettivamente di “11.900 e 17.900 euro”.

LE PRESSIONI POLITICHE
Ma tutti questi cadeau, a cosa servivano? Secondo il pm Fusco, Formigoni avrebbe esercitato il suo potere per assecondare le richieste di Guarischi che, dopo l’infelice esperienza politica in Forza Italia, era diventato consulente in campo sanitario. Per questo, nell’elenco degli indagati, figurano anche due fedelissimi dell’ex governatore lombardo: l’ex direttore generale della sanità, Carlo Lucchina, e il sottosegretario Paolo Alli, oggi parlamentare dell’Ncd, accusati invece di abuso d’ufficio. Tra gli episodi citati quella del marzo 2013, quando l’entourage formigoniano avrebbe convocato in Regione l’allora direttore generale dell’Istituto dei tumori, Gerolamo Corno, per fare acquistare un costoso macchinario per la lotta oncologica.

I COINVOLTI
Tra le persone per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio, anche Simona Mariani, ex direttrice sanitaria dell’Asl di Cremona. Esce, invece, dall’inchiesta l’ex assessore regionale alla sanità, Luciano Bresciani (Lega nord) che era accusato di turbativa d’asta: il pm ha chiesto l’archiviazione della sua posizione. Lo scandalo era scoppiato nel marzo del 2013, con l’arresto di Guarischi e di una serie di imprenditori di multinazionali dei farmaci. Accusato di corruzione,
Guarischi è appena stato condannato in appello a cinque anni di reclusione. Nel capo d’accusa, risultava avesse “stipendiato”, una serie di pubblici ufficiali che, all’epoca del suo arresto, erano “in via di identificazione”. Ora, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata nei giorni scorsi, i magistrati si sono convinti che il suo referente al Pirellone fosse proprio il governatore Roberto Formigoni.

@randacio
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