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Super nonni: vita attiva, tra truffe e sanità

«Ma quali ansie? Quali paure? Il nostro problema è semmai quello delle lunghe liste d’attesa del servizio sanitario pubblico. Anche chi, come me, ha un’invalidità deve aspettare dei mesi». A 78 anni, Virgina è una bella signora elegante, è in forma, «vado in palestra», molto curiosa e impegnata «ricevo via mail le segnalazioni dei congressi di Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna». Come lei, gli anziani nel nostro paese sono, e vogliono essere, attivi. Lo mostra l’indagine “Essere anziani nel 2017” condotta da Onda e presentata oggi a Milano nell’ambito del convegno “Il mondo invecchia: assistenza e gestione dell’anziano”. In Italia, sono 13 milioni gli over 65, di cui 7,5 sono donne, e nel corso dei prossimi trent’anni potremmo sfiorare quota 20 milioni. L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno continuo e inarrestabile, come mostrano le proiezioni dell’Oms, che celebra oggi la Giornata mondiale contro la violenza sugli anziani, la #WorldElderAbuseAwarenessDay.

Anziani super, ma che si sentono “tagliati fuori”
L’indagine, condotta su 314 donne e uomini over 70, fotografa una generazione di persone che conducono una vita sana, 4 su 5 non fumano e 2 su 5 svolgono attività fisica; inoltre, 2 su 3 sono completamente autosufficienti e nel Nord Ovest si raggiunge la percentuale del 90%.

Combattono con i ritardi della sanità, le lunghe file di attesa, le malattie croniche (a soffrirne è oltre il 50%), temono la solitudine e soffrono la scarsa considerazione che di loro sembra avere la società (1 su 2 si ritiene “tagliato fuori”). I più ottimisti sono gli anziani del Nord Est, dove il 75% degli intervistati valuta buona/ottima la propria vita attuale. Gli anziani del Sud giudicano più degli altri la propria vita attuale peggiore rispetto al passato (79%).

Rivolgendo lo sguardo al futuro, al Sud si teme la solitudine, nel Nord Est spaventa di più la perdita di indipendenza. Quanto alla ricerca di informazioni di salute, il 17% si informa in rete; nel Nord Ovest, prevale il ricorso al medico di base, invece nel Sud è totalmente assente la stampa ma la parte del leone è del passaparola.

Sulle donne il carico maggiore
Chi se la passa peggio, in generale, sono le donne che sono la maggioranza dei pazienti nelle RSA Residenze Sanitario-Assistenziali (RSA): infelici, pensano spesso alla fine della loro vita, come è confermato anche dall’indagine di ONDA, la cui Presidente Francesca Merzagora ha ricordato il progetto Bollini RosaArgento, che identifica «le RSA in possesso dei requisiti necessari per garantire non solo una gestione efficace e sicura dell’ospite, ma anche un’assistenza umana e personalizzata».

Sulle donne, mogli, figlie o badanti, pesano le situazioni di difficoltà. Sono loro a farsi carico di tutto il lavoro di assistenza del parente o dell’anziano nel caso delle badanti» ha confermato Luigi Bergamaschini, Direttore dell’Unità Operativa Complessa 2, ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio e Direttore Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università Statale di Milano. Tutti i paesi stanno cercando di immaginare i possibili scenari futuri legati all’invecchiamento. In pratica, però, bisognerebbe «programmare oggi cosa accadrà tra vent’anni, integrando le inevitabili misure contingenti alle strategie di lungo periodo». Nel frattempo, in medicina, stiamo già assistendo alla “geriatrizzazione” di tutte le discipline, per far fronte alle nuove necessità e specifiche esigenze della crescente popolazione anziana.

A Milano, anziani “ribelli” contro le truffe
Per la prevenzione della violenza e del raggiro degli anziani, la Questura di Milano ha messo a punto un programma mirato – “Non lasciarti truffare” – che sta già dando i primi risultati. Ad illustrare le cifre è Maria Josè Falcicchia, capo dell’Ufficio Prevenzione Generale: «Solo ieri le truffe sono state sette, di cui una è andata a buon fine. Le truffe consumate nel 2015 sono state 131 e quelle tentate 33 (80% vs 20%); nel 2016, quelle consumate sono state il 46% (190 su 410) e quelle tentate il 54% tentate (220). Ora la percentuale si è invertita e oggi, 15 giugno, le truffe consumate sono solo il 19% (48 su 253). Queste cifre mostrano che, a differenza di quanto si ritiene, se bene informati, «gli anziani si sanno difendere benissimo, tanto che da vittime dovremmo chiamarli “ribelli”».

A Milano ci sono 100mila over 80. Le truffe a danno degli anziani sono messe in atto da cittadini zingari italiani che da lunedì al venerdì arrivano qui dalle città limitrofe, soprattutto Novara. «Le truffe sono trasversali, non ci sono quartieri o fasce anagrafiche più colpiti di altri. Abbiamo a che fare con figure camaleontiche ma che mettono in atto sempre le stesse modalità di approccio e gli stessi nomi falsi». Che sono: “Pronto, sono l’avvocato Molinari”, “Pronto, sono il maresciallo, abbiamo fermato il nipote ma se ci porta 5mila euro non lo mandiamo in galera”. “Se lei mette tutti i gioielli sul tavolo sotto una coperta e c’è una fuga di gas, evitiamo che si rovinino”. “Pronto sono Francesca (un nome a caso), ciao! Ciao come stai? Ho bisogno di un prestito”. In questo caso, mettere da parte la fiducia verso le buone intenzioni altrui e la voglia di aiutare e segnalare piuttosto il fatto alle forze dell’ordine.

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