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Precari Asl sul piede di guerra: proclamato lo stato d’agitazione

LECCE – Venti di protesta spirano nella Asl di Lecce. Il sindacato FSI e altre OO.SS., hanno proclamato lo stato d’agitazione dei lavoratori precari e minacciano di passare ad azioni di protesta più plateali.

Il nodo della vertenza sta nella delibera dell’azienda sanitaria numero 1448 del 2017 relativa alla proroga degli incarichi di comparto che, a detta dei segretari Polimeno, Orsini e Tarantino, sarebbe in palese contraddizione con le norme vigenti in materia di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.

“La Asl se da un lato proroga gli incarichi di alcuni dipendenti, richiamando l’applicazione di norme preesistenti, dall’altro dispone il licenziamento a partire dal prossimo mese di luglio di altri operatori precari che possono già beneficiare dell’applicazione del combinato disposto tra norme in vigore e norme recentemente approvate di cui, per ragioni sconosciute, non si tiene alcun conto”, scrivono i tre esponenti della Funzione pubblica.

Come se non bastasse la risoluzione dei rapporti di lavoro, così come stabilito in delibera, comporta la necessità di collocare obbligatoriamente tutto il personale in ferie: “Ciò determinerà un gravissimo rischio per i livelli di assistenza offerti all’utenza”, ammoniscono loro.

“Già ora abbiamo una sanità salentina al collasso, per la grave carenza di personale che si aggreverà di fronte alla prossima emergenza estiva – aggiungono loro -. In un periodo così delicato non verranno garantiti i livelli minimi di assistenza e si corre il rischio di arrecare un grave danno alla qualità dell’assistenza offerta ai pazienti. In più si ripropone una palese violazione delle norme sopra richiamate essendo la Asl Lecce costretta a conferire nuovi incarichi a tempo determinato”.

I sindacalisti chiedono l’intervento del prefetto Claudio Palomba e la revoca della delibera per diverse ragioni: “La delibera, al punto in cui prevede i rinnovi fino ai 36 mesi, cita accordi sindacali non veritieri, ovvero, gli accordi sottoscritti prevedevano la possibilità di rinnovi dei contratti fino a 36 mesi in step di 6 mesi, quindi senza soluzione di continuità e senza tener conto dei pregressi periodi lavorati”.

E ancora: “Tra i riservatari non compaiono tutti coloro che hanno maturato i 36 mesi ed erano in servizio al 1° gennaio 2016 e, pertanto, suscettibili di proroghe anche se sono su sostituzione. Inoltre non risultano prorogati oltre i 36 mesi coloro che, pur in servizio dall’inizio del 2016, matureranno i requisiti della riserva all’atto della pubblicazione del bando di concorso. E tutto ciò assenza di linee guida applicative delle nuove norme da parte dei competenti uffici regionali”, concludono i segretari.

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