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Convinse la paziente a farsi operare Medico dovrà scontare otto anni

Tre interventi chirurgici per ridurre il peso compiuti tra il 2010 e il 2013 da tre medici dell’Annunziatella in violazione delle linee guida della comunità scientifica. Inosservanze che, secondo la procura, hanno provocato la morte di Alessandra Palomba, deceduta nel 2014 dopo una catena di complicazioni sorte fin dalla prima operazione. Ora uno dei dottori, Nicola Listorti, ha patteggiato una pena a 8 mesi di reclusione per omicidio colposo, mentre per gli altri due suoi colleghi – Giancarlo Costanzo Egheoni e Giammarco Serafini – il pm Mario Ardigò ha chiesto il rinvio a giudizio, su cui si discuterà nell’udienza del prossimo 20 settembre.

La storia
Il calvario della signora, deceduta a 41 anni, iniziò nel gennaio del 2012 quando Listorti, secondo l’accusa, la convinse a effettuare un intervento per perdere peso, nonostante la massa corporea non superasse i limiti previsti per questo tipo di operazioni dalle Società Italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche. In quell’occasione la procura sostiene che, infatti, la donna avrebbe dovuto eseguire una laparoscopica, sufficiente a diminuire il grasso in eccesso. Sorsero dei problemi e cosi il 20 settembre del 2011 la donna tornò sotto i ferri. All’operazione stavolta parteciparono pure Serafini e Costanzo Egheoni. Un terzo intervento si svolse nel maggio del 2013. La donna – i cui familiari sono assistiti dagli avvocati Federica Casale ed Eugenio Pini – perse la vita il 25 luglio del 2014, a causa degli errori compiuti nei tre anni precedenti. Così sostengono gli inquirenti.

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