Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità e umiliazioni, la vergogna raccontata da chi è affetto da SLA sull’Assistenza Domiciliare Integrata

RENDE (CS) – La sanità che umilia il malato, la sanità che non ha vergogna, la sanità gestita da una politica che, ormai è chiaro, non pensa più al diritto alla salute del cittadino. Abbiamo inteso raccogliere lo sfogo, drammatico, lasciato sulle pagine di Facebook da un uomo (ricordiamo bene questa parola “uomo”) che si trova a dover combattere già con la malattia che lo ha colpito, la SLA e come se non bastasse questo, anche con il solito sistema sanitario fatto di inefficienze, di disservizi, di vergogna e di conseguenza genera dolore, sacrificio e umiliazione. Sacrificio perchè nonostante l’attivazione di un servizio, questo risulta inefficace e inesistente e il paziente deve far fronte a sue spese alle carenze del sistema sanitario.

Di seguito la testimonianza di un paziente affetto da SLA e scritta grazie al puntatore oculare
“Che la Sanità in Calabria versa in un situazione vergognosa e’ confermato da tutti dati statistici. Che sia un settore ancora governato da corruzione, tangenti, raccomandazioni e da un grande magna magna lo sanno anche le pietre. Ma non garantire i servizi minimi necessari ai pazienti affetti da gravissime patologie, che necessitano di assistenza domiciliare di tutti i tipi (lo prevede la legge) e’ uno scandalo, una vergogna, un’ingiustizia sociale, rasenta, a mio avviso, anche un reato. Questo e’ quello che accade nella provincia di Cosenza (non in tutta), questo e’ quello che accade nel Distretto Sanitario di Rende di cui faccio parte. Per i disservizi che sto per raccontarvi ne sono testimone diretto – scrive – che venga qualcuno a smentirmi”.

“I malati di SLA, o di altre patologie gravemente invalidanti, hanno diritto all’Assistenza Domiciliare Integrata (del tipo complessa). Questo tipo di servizio, che in quasi tutte le regioni italiane funziona perfettamente, come da norma, prevede testualmente: “l’Assistenza Domiciliare Integrata (A.D.I.) e’ un servizio organizzato dalle Asl, che permette ai cittadini che ne hanno bisogno di essere “assistiti a casa con programmi personalizzati“, evitando il ricovero in ospedale o in case di cura per un tempo maggiore del necessario”. Nel caso di A.D.I. del tipo complessa (il mio caso), la norma prevede: n insieme di cure mediche, infermieristiche, riabilitative e assistenziali, che riguardano persone gravemente ammalate non autosufficienti e che hanno necessita’ complesse”. Bene (anzi male), da quando sono tornato a casa (19 aprile), dopo un mese in rianimazione, di tutte quelle figure professionali previste non ne ho viste neanche una. Candidamente hanno ammesso che non sono in grado di fornire quelle figure previste, hanno solo un medico che si occupa di alimentazione parenterale e un infermiere che sarebbero passati presso il mio domicilio con cadenza settimanale. Il medico, che prima passava ogni 15 giorni, e’ un mese che non lo vedo”.

“L’infermiere (poverino) passa settimanalmente, quando non e’ in ferie o assente per altre cause. Lo stesso piu’ che da infermiere viene utilizzato prevalentemente da portatore di materiale a me necessario. 4 pacchettini di garza, 4 siringhe piccole 4 grandi e un pacchettino di guanti, materiale assolutamente poco e quasi sempre siamo costretti ad integrarlo, a nostre spese, prima dell’altra misera fornitura. Dopo il ritorno a casa avevo urgente bisogno di una visita urologica, chiediamo all’A.D.I. se avessero questo specialista, ci e’ stato risposto cosi’: “si ne abbiamo uno, visita a domicilio solo una volta al mese ma non e’ nemmeno sicuro”. Soluzione? Ne abbiamo chiamato uno a pagamento che nel giro di due ore era a casa mia. Mi serviva di nuovo l’urologo per la prescrizione di cateteri particolari, doveva venire venerdi’ scorso…ancora lo sto aspettando. Soluzione? Li stiamo acquistando a 40 € a confezione in attesa della “grazia” dell’A.D.I. territoriale. In sostanza per essere assistito decentemente dal punto di vista medico ed infermieristico devo mettere mano alla mia tasca. Tutto questo e’ vergognoso, scandaloso. Ma la cosa ancora piu’ grave e’ che a mia moglie piu’ volte, da questi signori, e’ stato consigliato di ricoverarmi in una struttura in contrapposizione a quanto dice la norma sull’A.D.I.”.

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