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APe Sociale e precoci: risorse a rischio

Le domande di accesso all’APe sociale e alla pensione anticipata precoci sono superiori alle risorse stanziate per finanziare le due misure di pensione anticipata: la copertura prevista dalla Legge di Stabilità 2017 è sufficiente per circa 55mila indennità, mentre sono arrivate 66mila 409 domande. Non è detto che tutte vengano accolte, quindi alla fine non si può escludere che i finanziamento bastino per soddisfare tutte le richieste: ad esempio, analizzando i dati forniti dall’INPS, si vede come ci siano circa 15mila istanze presentate da lavoratori e lavoratrici che compiono i 63 anni nel 2018, che quindi certamente non avranno accesso al beneficio nel 2017 perché non hanno ancora maturato il requisito anagrafico.

Criteri di selezione
Resta il fatto che le domande sono molto numerose e già si parla di possibili proroghe dei termini o di provvedimenti che allarghino la platea degli aventi diritto all’APe sociale. Nel frattempo, ricordiamo due regole fondamentali: l’INPS accetta le domande fino a esaurimento risorse, e utilizza come indice di priorità la data di maturazione del requisito della pensione di vecchiaia. A parità di condizioni, entra in gioco la data di presentazione della domanda.

Le domande presentate da coloro che hanno tutti i requisiti previsti, ma non vengono ammessi all’APe sociale o alla pensione anticipata precoci per mancanza di risorse, prevedono che il termine slitti al 2018: in parole semplici, coloro che le hanno presentate, pur avendo diritto a percepire l’indennità già quest’anno, vedranno il diritto slittare al 2018. Ma non perderanno il diritto all’APe o alla pensione anticipata e non dovranno ripresentare domanda.

Domande in ritardo
Sembra difficile, visto l’alto numero di richieste arrivate, che possa essere possibile accettare anche istanze presentate in data successiva al 15 luglio: in realtà, il decreto attuativo prevede che, nel caso in cui non vengano esaurite tutte le risorse finanziarie disponibili, l’INPS possa lavorare anche le domande presentate dopo il 15 luglio, ma comunque entro il 30 novembre (la stessa regola sarà valida anche nel 2018). Si tratta però, come detto, di un’ipotesi che vista l’alta percentuale di domande di APe sociale e pensione anticipata precoci non sembra destinata a verificarsi.

Esiti domande
L’INPS risponderà alle domande di APe e pensione precoci entro il prossimo 15 ottobre, successivamente bisognerà presentare una seconda istanza, che è l’ammissione vera e propria all’indennità, che verrà quindi versata a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda definitiva. Ricordiamo infine che era possibile presentare contestualmente le due domande, avendo già tutti i requisiti: anche in questo caso, bisogna attendere la risposta INPS con la certificazione del diritto di accesso al beneficio previdenziale.