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Caserta: Inchiesta ospedale, ecco chi sono i 23 indagati

CASERTA. Lenzuola dei pazienti quasi mai cambiate e reparti sporchi, compresi quelli dove venivano effettuati interventi chirurgici. E’ quanto emerso dall’ultima indagine – l’ennesima – su un giro di appalti in cambio di tangenti all’Azienda Ospedaliera di Caserta, già reduce da due anni di commissariamento – scaduti nel marzo scorso – dopo lo scioglimento
disposto nel 2015 per infiltrazioni camorristiche; allora finirono in carcere 24 persone per collusioni con il clan Zagaria.

Sono sette le persone arrestate su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere tra funzionari, dipendenti della struttura e imprenditori; altre tra medici e infermieri sono solo indagate (in questo filone sono 16 ma compresi gli altri in atto il numero sale in sanitario dal 1995 al 2000 dell’ospedale casertano, quindi funzionario di vertice dimessosi appena nel dicembre 2016.

Questa volta però la camorra non c’entra, sebbene Iovine sia cugino dell’ex boss, oggi pentito – Antonio Iovine detto “o ninno” – e l’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere abbia preso le mosse proprio dall’inchiesta anticamorra di due anni fa della Dia e della Dda di Napoli. “Un quadro allarmante connotato da un’illegalità diffusa e da una gestione personalistica delle gare d’appalto della struttura” ha commentato il Procuratore Maria Antonietta Troncone, mentre il capo della Dia di Napoli Giuseppe Linares, ha parlato di “una lobby sanitaria in cui aziende del settore si dividono gli appalti relativi a servizi strategici danneggiando gli imprenditori onesti e gli stessi utenti”.

E’ stata la Direzione Investigativa Antimafia a scoprire, anche grazie ai rilievi mossi dall’Anac di Cantone, che accanto a quella parte di struttura ospedaliera che faceva capo al clan Zagaria, ve n’era un’altra che vedeva come figura di riferimento Carmine Iovine che, da quanto emerso, non agiva per conto del clan, ma per arricchire sé stesso e i suoi
collaboratori; nel mirino sono così finiti appalti per decine di milioni di euro banditi e aggiudicati tra il 2013 e il 2015 dietro il pagamento di tangenti, ovvero soldi, buoni benzina e assunzioni.

C’è la gara d’appalto per oltre 14 milioni di euro relativa al “Servizio di pulizia e sanificazione delle aree ospedaliere e servizi”, che è stata aggiudicata alla Gesap andata alla Des srl di Michele Tarabuso, anch’egli ai domiciliari.

I controlli mai effettuati, sono stati poi falsificati dopo gli arresti del 2015, quando l’ospedale fu sciolto per camorra e si insediò la commissione ministeriale guidata dal prefetto Cinzia Guercio.

CARCERE
Iovine Carmine Caserta
ARRESTI DOMICILIARI
Alterio Antonio Giugliano
Buonafede Nicola Napoli
Ferraiuolo Domenico Piedimonte Matese
Napolitano Marco Napoli
Picazio Pasquale Caserta
Tarabuso Michele Cserta
INDAGATI A PIEDE LIBERO
Bamundo Giovanni Casal di Principe
Capriello Rosa Qualiano
Casella Carla Caserta
De Angelis Luigi Caserta
De Angelis Vincenzo Casagiove
De Francesco Pasquale Castel Sasso
Del Grosso Massimo Caserta
Feola Angelina San Nicola la Strada
Ferraiuolo Donato Caserta
Mensorio Mario Massimo Napoli
Ragozzino Angela Capua
Salzillo Giuseppe Portico
Saudella Grazialaura Caserta
Schettino Andrea Caserta
Tessitore Alberto Macerata Campania
Valentino Domenico Piana di Monte Verna

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