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La Bce: per crescere l’Eurozona deve tagliare le tasse sul lavoro

e entrate derivanti dall’incremento della tassazione sul lavoro «sono aumentate notevolmente durante la fase di consolidamento» dei conti pubblici in Europa negli ultimi anni e un «taglio alle tasse sul lavoro favorirebbe molto la crescita». Lo afferma la Bce in un’anticipazione del prossimo Bollettino Economico.

Inoltre, secondo la Banca centrale europea, una transizione verso una «maggiore tassazione delle proprietà può essere anche favorevole in termini di equità»: perciò bisognerebbe fare «maggiore affidamento» sulla tassazione dei consumi e delle proprietà, che sono «meno distorsivi».

Per quanto riguarda la rimodulazione del regime di tassazione nazionale, nell’ottica di favorire una maggiore crescita economica, la Bce segnala come le riforme più favorevoli alla crescita sul versante dei redditi personali siano quelle che riducono l’onere della tassazione «sui percettori di bassi redditi o di secondari», con la conseguenza che una maggiore partecipazione al lavoro di questi due gruppi contribuisce a ridurre la disuguaglianza nei redditi da lavoro.

Sul versante delle spese, prosegue la Bce, bisognerebbe invece prestare «particolare cura» a indirizzare maggiori risorse verso le aree della sanità, dell’istruzione o delle infrastrutture, poiché tale spesa «ha dimostrato di avere effetti positivi a lungo termine sulla crescita, riducendo allo stesso tempo la spesa meno produttiva».

Inoltre l’effetto di crescita economica a lungo termine «coincide con una riduzione della quota di coloro che rischiano di essere disoccupati o precariamente impiegati», si legge nel Bollettino.

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