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Sanità a Milano, pronto soccorso: inutili 9 accessi su 10. Abitudini, cure, stress: i milanesi e la salute

Il milanese non ha mai tempo da perdere, neppure quando deve badare alla propria salute.Piuttosto che impazzire per fissare un appuntamento dal medico, meglio correre al Pronto soccorso al rientro dal fine settimana. Il lunedì è il giorno dei record, con 67.490 richieste d’aiuto in un anno per casi che non necessitano di una visita urgente. Nel primo giorno della settimana sono concentrate il 15% delle 436.543 visite annue nei Ps di Milano per codici bianchi e verdi, la percentuale più alta. Il mercoledì, per dire, il numero scende di quasi seimila pazienti.Agli esami del sangue magari è preferibile il check up, un controllo approfondito una volta per tutte e ci si toglie il pensiero per un po’: con oltre un milione e 800 mila prestazioni nel 2016, quasi cinquemila al giorno, l’ambulatorio che lavora di più in città è il Centro diagnostico di via Saint Bon in Forze Armate, il preferito dai manager che sono lì la mattina alle sette prima di andare al lavoro, oppure alle nove di sera all’uscita.La comodità su tutto. Le medicine bisogna poterle acquistare anche di notte oppure a due passi dallo studio medico dove si fa la visita. Così la farmacia più gettonata sotto la Madonnina non poteva che essere una aperta 24 ore su 24, dove all’interno dello stesso palazzo ci sono anche medici di famiglia e un centro per visite low cost Sant’Agostino. Con oltre 158 mila confezioni di medicine vendute nel 2016 vince la farmacia di viale Lucania 6 al Corvetto, dove dietro il bancone c’è da 17 anni sempre Giuseppina Valdati.

Stili di vita
Sono alcune istantanee sulle abitudini sanitarie dei milanesi, ricostruite dal Corriere attraverso il «Portale Stato di Salute», una nuova applicazione web dell’Ats di Milano, dove vengono raccolte informazioni dettagliate e aggiornate sulla salute e sui consumi di prestazioni mediche della popolazione (https://portale.ats-milano.it/hp.php). L’uso della sanità è influenzato principalmente da due fattori: la composizione demografica e lo stile di vita tipico di una metropoli che corre. Senza dubbio Milano è ringiovanita, con oltre 15 mila bambini in più rispetto a dieci anni fa. Ma le rughe le restano: ci sono 179 over 65 ogni 100 bimbi tra gli 0 e i 14 anni, un indice di vecchiaia ben più alto del resto della Lombardia (a quota 156 over 65 ogni 100 giovanissimi). Il bilancio demografico è tutt’ora negativo: «Nascono 8 bambini ogni mille abitanti, il che vuole dire 11.500 neonati l’anno. Mentre muoiono 10 persone ogni mille abitanti, 13.500 l’anno — spiega Antonio Russo, epidemiologo dell’Ats e autore del nuovo portale —. Il saldo negativo viene controbilanciato dall’ingresso di nuovi residenti che sostengono l’incremento progressivo della popolazione (a quota 1 milione e 351 mila abitanti)».

Classifica dei comuni
Se ordiniamo i 195 comuni del territorio della Provincia per la proporzione di popolazione al di sopra dei 65 anni troviamo Milano al 20° posto, mentre è al 161° posto per la proporzione di popolazione tra 0-14 anni. Tutta un’altra storia a 31 chilometri da Milano, dove il tasso di natalità raddoppia (16,3) e si più che dimezza il tasso di mortalità (3,5): benvenuti a Zelo Surrigone,il paese più prolifico della cintura metropolitana.

Maschi e femmine
Giocando con la statistica risulta che a curarsi sono di più le donne, con in media 1,5 visita e 15 esami l’anno contro la sola visita e i 12 esami degli uomini. «Se consideriamo il numero di residenti che accede almeno a un controllo sono il 43% degli uomini contro il 50% delle donne — sottolinea Russo —. Complessivamente il 67% dei maschi e il 78% delle femmine fanno almeno una prestazione ambulatoriale l’anno». A sorpresa Milano risulta più sana rispetto ai 194 comuni dell’hinterland: «Ci sono 1.880 malati di cuore ogni 10 mila residenti, mentre nel resto dell’hinterland ne contiamo 2.100 — fa i conti Russo —. I diabetici sono 507 contro i 556 degli altri residenti e gli affetti da patologie respiratorie croniche 313 contro 327».

Esami con scorciatoia
Su 19 milioni e 550 mila prestazioni sanitarie erogate nell’ultimo anno (53.500 al giorno compreso Natale e Ferragosto), il numero più alto è stato consumato dai 75-79 enni (oltre 2 milioni e 368 mila). Chi utilizza maggiormente il Pronto soccorso, invece, sono i bambini tra gli 0 e i 4 anni, per un totale di 45 mila e 655 visite sulle 476 mila e 882 complessive (con un picco nel mese di maggio). Il dato choc è che di queste ben il 91% (436.543) sono per pazienti che non hanno nulla di grave. In sintesi: i milanesi vanno al Pronto soccorso per casi che non necessitano di un controllo urgente. È un modo senza dubbio per semplificarsi la vita, non dovere adeguarsi agli orari degli studi dei medici di famiglia e per saltare le liste di attesa per eventuali esami.Il record per l’acquisto di farmaci, invece, è giugno con oltre un milione e 939 mila confezioni vendute. Probabilmente è perché viene fatta la scorta di medicine prima delle vacanze estive. In media a Milano vengono smerciate 55.599 scatole al giorno. Secondo i dati 2016 di Federfarma Milano elaborati per il Corriere le medicine più vendute sono contro la gastrite (17,26%) e la pressione alta (15,86 %), seguite a ruota dai sonniferi (12,14%). Perché Milano, metropoli in perenne affanno, deve pure dormire. E la pillola va giù.

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