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Sanità Milano, furti di vaccini e cartellini taroccati: sei mesi di ‘soffiate’ sugli abusi in Regione

Furti ripetuti di vaccini all’Ats della Cttà metropolitana di Milano poi segnalati alla procura e alla corte dei Conti. Furti di cartellini di riconoscimento, ricettazione e truffa sulle presenze al Policlinico, reati di cui si sarebbe macchiato il personale della portineria, che a seguito di una accurata e dettagliata verifica (anche interna) sono stati segnalati alla procura della Repubblica. Sono solo alcuni degli illeciti o delle irregolarità segnalati dai dipendenti della sanità regionale attraverso il whistleblowing (il sistema di segnalazione anonima a disposizione dei dipendenti) e poi verificati, contenuti nel rapporto semestrale dell’Arac, l’Agenzia regionale anticorruzione.

Ma ecco altri casi. C’è quello del conflitto di interessi tra un veterinario che è sindaco nel Bresciano nello stesso distretto dove esercita. Circostanza vietata dalla legge. Poi il comportamento illecito, sempre nel Bresciano, di due veterinari poi condannati dal Tribunale, che, come riporta la sentenza, in concorso con i dipendenti di Italcarne, “sottoscrivevano il registro di macellazione, davano atto di controlli ante mortem e post mortem sui bovini da macellare e macellati, in realtà mai avvenuti”. Un altro dirigente veterinario che lavorava in due macelli, nonostante fosse già in pensione. Altri tre dirigenti veterinari, sempre dell’Ats di Brescia che utilizzavano illecitamente gli automezzi dell’ex Asl bresciana. Due sono poi stati trasferiti, mentre il terzo ha rassegnato le dimissioni.

Un dirigente amministrativo, sempre della stessa area, poi sospeso, che firmava ordinanze, ingiunzioni anche fiscali senza averne la delega e archiviazioni di processi verbali di accertamento senza averne i requisiti. La pratica è stata trasmessa alla corte dei Conti, ma il dirigente sospeso, nel frattempo, ha fatto ricorso al Tar. La verifica è ancora in corso, invece, sulla segnalazione di varie irregolarità nella gestione delle gare relative al settore informatico all’ospedale San Carlo-San Paolo, dove sono state denunciate anche timbrature irregolari del cartellino di un dipenente. Fino al medico dell’azienda sanitaria di Cremona, che “aveva rapporti economici” con un’azienda fornitrice dell’ospedale. Un caso dove si ravvisano i reati di turbativa d’asta e truffa.

Da gennaio a giugno sono arrivate all’Arac 32 segnalazioni da società o enti. Diciannove riguardavano a vario titolo personale delle Ats. Quelle su Arpa
e Aler Bergamo, Lecco Sondrio, invece, non hanno avuto riscontro. Nessuna segnalazione per quanto riguarda le partecipate. Quasi la metà delle “soffiate” anonime sono arrivate da cittadini, altre 26 sono riconducibili alle modalità proprie del whistleblowing. Ventuno sono state archiviate, mentre sedici sono state trasmesse all’Anac o alla procura. Quattro si sono concluse con procedimenti disciplinari. E due con provvedimenti organizzativi come il trasferimento.

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