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Sanità, chi paga taglia l’attesa di 25 volte rispetto ai pazienti nel settore pubblico

Milano,- Le liste d’attesa della sanità lombarda finiscono nell’occhio del ciclone. Il Pd denuncia che, stando alla relazione del Comitato dei Controlli della Regione, relativa al primo semestre del 2017, a parità di medico e di ospedale se uno ha la possibilità di pagare una visita privata («intra moenia») i tempi di attesa sono almeno dieci volte inferiori rispetto a quelli ‘normali’, ma in alcuni casi la differenza è addirittura di 25 volte. Però l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ribatte che «il comitato ha parlato di casi limite, perché in media la differenza di attesa tra una prenotazione intra moenia e una con il servizio sanitario e’ di una a tre o uno a quattro». In ogni caso, il comitato ha chiesto alla Regione di effettuare un monitoraggio trimestrale sull’andamento delle liste d’attesa per prestazioni istituzionali ed in libera professione, nonché delle azioni di intervento obbligatorio al fine dell’equilibrio dei tempi».

Il consigliere regionale del Pd, Fabio Pizzul, sottolinea che «le liste d’attesa in sanità sono un problema molto serio a cui la Regione in questi anni non ha saputo porre rimedio, visto anche il fallimento dell’operazione Ambulatori aperti». Ora, aggiunge Pizzul, «la Regione deve sgomberare il campo dal dubbio che la libera professione negli ospedali, anziché costituire un’opportunità in più per i cittadini, sia una causa dell’allungamento dei tempi di attesa».

L’assessore Gallera ha però ribattuto che «il divario tra le prestazioni in libera professione e quelle istituzionali riportato nella relazione del Comitato di Controllo è poco significativo, in quanto si riferisce, come riportato nel documento stesso, a casi limite ‘taluni esami ed in talune aziende’». Gallera fa alcuni esempi: «Per effettuare un’ecografia con il sistema sanitario nazionale il tempo medio di attesa è di 54 giorni, mentre in libera professione è di 10 giorni, ma occorre anche specificare che a fronte di 409.967 ecografie effettuate con il Servizio sanitario nazionale, quelle in libera professione sono 24.943».

Ancora minore è il divario per una radiologia diagnostica, dove «a fronte di una media di nove giorni in regime libero professionale, quella con il Servizio sanitario nazionale è di 26 giorni o di una risonanza magnetica che è di 32 giorni con SSN e sette in libera professione». Il fenomeno della differenza dei tempi d’attesa «è riconducibile talvolta anche alla volontà del paziente, che in condizioni di non urgenza, vuol ricevere la prestazione istituzionale solo da quella azienda e non da altre per le quali vi sono tempi inferiori«. In ogni caso, conclude Gallera, «il tema delle liste d’attesa esiste e noi stiamo cercando di affrontarlo in maniera sistemica».

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