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Caldo record al lavoro, si può tornare a casa, a dirlo è la legge

Finalmente una buona notizia per chi è costretto a lavorare con il caldo record aspettando le ferie (se non le ha già consumate).

Per legge, se fa troppo caldo sul posto di lavoro, si può tornare a casa. Certo, non bisogna abusare dell’opportunità, ma il proprio datore di lavoro deve rispettare a sua volta la legge o rischia conseguenze se l’infrange. In particolare l’articolo 2087 del Codice Civile. Secondo quanto dichiarato da Pasquale Staropoli, esperto di Fondazione Studi Consulenti del lavoro all’agenzia di stampa Adnkronos, la legge prevedere che ‘l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro’.

Un principio, questo, che viene attuato nel Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro “in cui si introduce il concetto di agenti fisici e di microclima, che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Insomma, bisogna monitorare le temperature all’interno di un ufficio come si monitorano gli altri agenti fisici”, come dichiara Staropoli.

Il documento non specifica le temperature, ma devono essere adeguate all’organismo tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. Per questo, se il caldo sul posto di lavoro dovesse essere tale da non permettere di svolgere a dovere le proprie mansioni, il lavoratore può chiedere il permesso e tornare a casa.

A ispirare la regola, secondo l’esperto, è la norma (la UNI-EN-ISO 7730) secondo la quale ci sono delle equazioni “grazie alle quali, inserendo tantissimi parametri tra cui metri quadrati, numero di persone e pc in una stanza, umidità, ventilazione, ecc. si riesce a ottenere il valore di una temperatura adeguata o meno all’organismo umano”.

In altri paesi colpiti dal caldo record e comunque già abituati a temperature eccezionali è già successo. In Iraq, ad esempio, nei giorni scorsi il premier iracheno Haider al-Abadi ha deciso una giornata di riposo per tutti gli impiegati degli uffici governativi. L’emergenza non riguardava solo Baghdad, dove si è arrivati a 50 gradi ma anche Bassora e Mosul.

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