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Disoccupazione, L’Assegno di ricollocazione è un flop

L’assegno di ricollocazione va male. E la denuncia arriva proprio dal Presidente dell’Anpal, Maruizio del Conte, uno dei principali sostenitori di un punto cardine della Riforma degli ammortizzatori sociali contenuta all’interno del Jobs Acs che dovrebbe aiutare i disoccupati nella ricerca di un impiego. Al momento sono meno di 3.000 le persone disoccupate in Naspi da almeno 4 mesi che hanno fatto domanda per avere l’assegno, circa il 10% di quelle rientranti nella sperimentazione per l’assegno (tra 250 e 5.000 euro). Il 90% di coloro che ha ricevuto la lettera ha invece deciso di non attivarsi per paura o timore di perdere il sostegno contro la disoccupazione in caso di rifiuto del lavoro offerto.
“Ci vuole una campagna di informazione massiccia – spiega Del Conte – è importante dire che non c’è nulla da perdere. Non si perde la Naspi se non viene fatta un’offerta di lavoro congrua”. Tante persone, aggiunge – hanno telefonato al Contact center esprimendo timori di “fregature”. Se non ci sono offerte per la ricollocazione adeguate – insiste – “non si perde la Naspi. Bisogna superare la predilezione per le politiche passive del lavoro e credere in quelle attive. Fare domanda per l’assegni di ricollocazione – spiega – consente di trovare un posto di lavoro e fino ad allora non si perde nulla”.

Al momento la sperimentazione è stata limitata a circa 28.000 persone ma entro l’autunno dovrebbe essere estesa all’intera platea (i disoccupati in Naspi da almeno quattro mesi), ovvero a 400-500.000 persone. “Lì ci potrebbe essere la svolta, quando la misura riguarderà tutti è probabile che la percentuale aumenti.

Ai disoccupati percettori della Naspi da oltre quattro mesi l’articolo 23 del Dlgs 150/2015 riconosce la facoltà di richiedere una somma denominata «assegno individuale di ricollocazione», graduata in funzione del profilo personale di occupabilita’, spendibile presso i centri per l’impiego o presso i servizi accreditati per aumentare le possibilità di un nuovo impiego. L’assegno si sostanzia in un voucher che, una volta ottenuto, deve essere speso dal lavoratore per attivare il servizio di ricollocamento da parte delle agenzie per il collocamento al lavoro entro due mesi dalla sua concessione.

L’assegno che varia da 250 euro a 5.000 a seconda del livello di occupabilità del disoccupato e della tipologia di contratto viene pagato all’agenzia solo a seguito dell’effettivo ricollocamento del lavoratore, a risultato ottenuto e non per l’attività comunque svolta genericamente a sostegno del soggetto. Una volta conseguito il voucher il lavoratore può scegliere liberamente l’ente pubblico o privato che si occuperà del proprio collocamento al lavoro tra le agenzie accreditate presso l’Anpal (l’elenco è qui disponibile). Il voucher è pienamente compatibile con la Naspi: il beneficiario, pertanto, continuerà a percepire il sussidio NASPI. Sono previste cause di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla naspi solo in caso di mancato utilizzo del buono (entro due mesi dalla sua concessione) e in caso di rifiuto di proposte di formazione e di lavoro “congrue” sottoposte dalle agenzie di collocazione al lavoro.

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