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Padova, abbandona la mamma in ospedale: alla figlia arriva il conto di 40mila euro

L’ospedale, si sa, non è un albergo. E nel caso di quella vecchietta di 85 anni, splendidamente portati, alloggio e vitto comprensivo di colazione, pranzo e cena, non erano dovuti. Perché l’arzilla N.D. stava benissimo. Entrata all’ospedale Immacolata Concezione di Piove di Sacco il 13 marzo 2016, non è più uscita. Fino a ieri mattina, quando dopo 17 mesi di ospitalità ininterrotta, ovvero 521 giorni, le porte del nosocomio si sono spalancate per farla uscire. Il nodo della questione? Dichiarata due volte dimissibile, non sapeva dove andare: la sua casa di Piove era inagibile perché diroccata, e la figlia residente in una villetta a Campagna Lupia nel Veneziano non voleva ospitarla. Durante questo lungo periodo il Tribunale di Padova ha nominato un amministratore di sostegno.

Da ieri la Comunità di Sant’Egidio ospita la nonnetta in un appartamento a Padova, che N.D. divide con altre due anziane, tutte e tre assistite da una badante. I costi (800 euro al mese) li anticipa il Comune di Piove di Sacco e, nelle previsioni, i conti verranno saldati dalla vendita della casa, ormai decrepita ma comunque di proprietà, della donna. Intanto un altro conto (e salato) è da saldare: l’Ulss 6, che ha prodotto ciclicamente ingiunzioni di pagamento per ora non ancora pagate dai familiari di N.D., sta definitivamente chiudendo in queste ore la pratica amministrativa e la cifra dell’inappropriata permanenza della donna risulta superiore ai 40mila euro.

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