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Loreto Mare, tre reparti sotto inchiesta. Arrivano i Nas in ospedale

Rianimazione, Pronto soccorso e Chirurgia d’urgenza dell’ospedale Loreto Mare. Sono tre i reparti sotto accusa sui quali la Procura di Napoli indagherà per arrivare ad individuare dove ci sia stato il corto circuito che ha generato il ritardo, forse fatale che ha portato alla morte di Antonio Scafuri, il 23enne di Torre del Greco stroncato giovedì mattina da tre arresti cardiocircolatori dopo quattro ore di attesa in «codice rosso», in imminente pericolo di vita, in attesa che qualcuno riuscisse a capire cosa avesse.

Il ragazzo era stato ricoverato alle 21 e 40 del 16 agosto per un politrauma dopo un gravissimo incidente stradale avvenuto ad Ercolano e un ricovero all’ospedale di Boscotrecase. Aveva numerose fratture e il sospetto che ci fosse una emorragia interna perché il valore dell’emoglobina scendeva vertiginosamente. Per questo Antonio necessitava di una AngioTac, un esame diagnostico che evidenzia lesioni di vene e arterie.

Il Loreto Mare però non aveva il macchinario che invece era al Vecchio Pellegrini. Bisognava trasportare il 23enne in un’altra struttura e da quel momento sono trascorse quattro ore nella quali, secondo quanto scritto nella denuncia di Alfredo Pietroluongo, primario del Pronto soccorso, ci sono stati litigi tra medici e infermieri, tra infermieri di un reparto e dell’altro: nessuno autorizzava il trasferimento perché non si riuscivano a reperire personale medico e paramedico per garantire la continuità assistenziale all’ammalato. Il tempo è passato inesorabile tra le lacrime disperate del padre di Antonio che chiedeva aiuto. Nessuno si era accorto che il ragazzo stava morendo? Ma sopratutto, poteva salvarsi? Nei prossimi giorni, per dare risposte concrete, sarà disposta l’autopsia sul cadavere che adesso è nell’obitorio del Secondo Policlinico, ma ciò avverrà solo dopo la notifica dei primi avvisi di garanzia, che non saranno pochi. Il fascicolo in un primo momento era stato aperto per omicidio colposo come causa di un incidente stradale, mentre adesso si indaga per omicidio colposo ma da colpa medica. Il procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio ha affidato a Michele Caropolli la delicata inchiesta.

Il primo obiettivo sarà controllare i turni di presenza all’interno dell’ospedale tra le 21,45 del 16 agosto e le 15 del 17, ora della morte del povero 23enne. In quel lasso di tempo sarebbero stati commessi errori, forse determinanti. Nel Pronto soccorso, in Rianimazione e al reparto di Chirurgia d’urgenza: ecco il motivo per il quale, prima dell’autopsia, la Procura firmerà gli avvisi di garanzia per permettere a tutte le parti in causa di potersi difendere nominando periti di parte. Altro punto delicato dell’indagine è capire la ragione per la quale alle 3,30 Antonio sia stato trasportato al Vecchio Pellegrini in una autoambulanza senza il rianimatore a bordo nonostante le gravissime condizioni di salute. Lo stesso sarebbe avvenuto al ritorno, dopo l’esame diagnostico. Intanto questa mattina alle 10 inizieranno le ispezioni dei Nas dei carabinieri inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dopo l’ispezione dell’Asl Napoli 1.

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