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Visco: proseguire le riforme per una ripresa strutturale. Lavoro è centrale

Proseguire con le riforme avviate per rafforzare la ripresa. Puntare sulla conoscenza e sulla formazione continua per uscire dalla crisi. E la questione del lavoro resti tema centrale dell’agenda poltica. Lo dice il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al Meeting di Cl a Rimini. «La crisi nella quale si è trovata l’Italia negli ultimi 10 anni è la più grave, più profonda della sua storia, molto più grave della “Grande Depressione” – osserva il Governatore – con effetti su finanze pubbliche e banche, ha portato disoccupazione e chiusura di molte imprese». Ma la svolta è arrivata assicura Visco: «ne stiamo uscendo con difficoltà, anche se ne stiamo uscendo» spiega ricordando che lo sforzo del Paese non deve fermarsi. Un invito che il numero uno di Palazzo Koch ripete, come un mantra perché «l’uscita dalla crisi si incontra con le riforme, che non sono da considerare terminate, c’è molto fa fare».

Lavoro tema centrale

In primis sul lavoro: «Il 31 maggio ho detto alcune cose sul lavoro – ha ricordato Visco – la questione è centrale, va al di là della economia, riguarda la identità delle persone». Economicamente il potenziale di crescita dell’economia ha aggiunto Visco «dipende dalla capacità del sistema produttivo di dare lavoro adeguato a chi lo cerca ».

Tema caldissimo con il quale deve fronteggiarsi il Governo alla vigilia di una campagna elettorale dagli esiti molto incerti. «Questa crisi ha colpito la nostra economia mentre recuperava» terreno rispetto alle altre economie avanzate – ha aggiunto il Governatore . «Siamo stati lenti – comprese politica e istituzioni – ad adeguarci a questi cambiamenti e questo spiega abbastanza la gravita’ di questa crisi, che e’ stata di tipo finanziaria», una crisi di quella «finanza che per alcuni e’ una forza buona, sostenitrice dello sviluppo, mentre per altri moralmente dubbia».

Commentando i recenti dati sul Pil italiano ha spiegato: «Da un lato è una ripresa congiunturale ma dall’altro è una ripresa strutturale e perché lo diventi stabilmente – sottolinea il Governatore – occorre proseguire lungo la linea che è già in atto: cioè riforme e l’innovazione in grado di far crescere anche le imprese che ci sono, che sono più in grado di competere a livello globale».

Un tema sentito da Visco che ribadisce la necessità di rafforzare un contesto favorevole per le aziende e il tessuto economico. Per avere una ripresa strutturale in Italia serve anche «risolvere i problemi di contesto che ancora ci sono – sottolinea il Governatore – quindi servizi per le imprese, la capacità per le imprese di nascere, crescere ma anche di chiudere quando è il caso di chiudere, senza poi dover pesare sull’economia» anche per «i loro rapporti con il sistema bancario». Quindi regole certe, semplificazione burocratica, più attenzione dela politica al contesto economico e produttivo del Paese.

“Occorre investire da parte di tutti, sui giovani ma non più soltanto sui banchi di scuola, piuttosto nel
corso di tutta la vita ”
Il Governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco

Sullo sfondo un mondo profondamente cambiato che significa anche opportunità.

«Questo è un mondo molto diverso – ha detto – come si vede anche da questo incontro di Rimini, rispetto a pochi anni fa: abbiamo un cambiamento d’epoca vero e proprio dove ci sono nuove tecnologie, ci sono nuovi beni, nuovi materiali e bisogna essere capaci di usarli, di lavorare con questi nuovi beni e servizi, in organizzazioni diverse», ha aggiunto Visco indicando la strada perché la ripresa diventi strutturale.

La sfida è su conoscenza e formazione continua

In primis l’investimento in formazione continua, per aziende e lavoratori.
In questa fase dell’economia che chiama a sfide globali «occorre investire da parte di tutti, sui giovani ma non più soltanto sui banchi di scuola, piuttosto nel
corso di tutta la vita».

Secondo Visco è necessario investire «nelle conoscenze, nelle competenze necessarie per questo secolo che sono diverse da quelle che abbiamo studiato noi. Qui bisogna esercitare il pensiero critico: lavorare con gli altri – spiega il Governatore a margine di un incontro al Meeting di Cl a Rimini – avere una
curiosità intellettuale che mancava. Questo è uno sforzo che riguarda la scuola e quindi riguarda la formazione, riguarda il settore pubblico, ma riguarda anche ciascuno di noi, il settore privato e le famiglie».

Visco, chiudere capitolo povertà estrema entro 2030

Proprio sul fronte famiglie e sull’aumento di quelle in difficoltà l’invito alla politica a intervenire: «l’obiettivo di dimezzare le persone in povertà estrema è stato conseguito con 5 anni d’anticipo, nel 2010. Per la prima volta la povertà estrema è scesa sotto il 10% della popolazione e questo è un risultato
straordinario. L’obiettivo ora è quello di chiudere questo capitolo entro il 2030».

Migranti:Visco; molta retorica, altri ne assorbono più
«C’è molta retorica per quel che riguarda l’immigrazione: c’è un problema umanitario, c’è un
problema enorme come porta di accesso» da Sud ma in Italia vi è molta meno immigrazione che «resta, che poi viene assorbita da altri Paesi europei, come la Germania, per esempio» chiarisce il governatore parlando del rischio concorrenza dei flussi migratori nel mercato del lavoro.

Banda larga: diffonderla per tutti
Ma per lo sviluppo dell’economia e’ importante diffondere la banda larga a tutti. Obiettivo già fissato dalla Commissione europea sul completamento del mercato unico digitale, che si basa su tre pilastri, tra i quali proprio quello della diffusione della banda larga per tutti. «Vi sono ostacoli ancora nelle operazioni online, ancora vi sono difficoltà nel commerciare tra Paesi» ha ricordato Visco . «Nel 2015 solo il 7% delle Pmi vendeva all’estero». Tuttavia, ha continuato, «e’ proprio perche’ questi numeri sono ancora cosi’ piccoli che ci si puo’ aspettare un aumento straordinario ancora nel futuro». Per farlo, serve appunto «il completamento del mercato unico digitale», che, ha precisato Visco, «è una delle 10 priorita’ della Commissione europea che si basa su tre pilastri: migliorare l’accesso in beni e servizi digitali in tutta l’Europa sia per i consumatori che per le imprese; creare un contesto favorevole e parita’ di condizioni affinché le reti digitali e servizi innovativi possano svilupparsi – banda larga, per intenderci, diffusa per tutti; massimizzare le potenzialità di crescita dell’economia digitale».

–di Laura Di Pillo
ilsole24ore.com