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Case di riposo a Milano, una stangata da tremila euro. Picco di badanti

Sfondato il tetto dei tremila euro al mese a Milano per il ricovero di un anziano in una casa di riposo. Il rincaro nel giro di cinque anni sfiora il 15%. Emerge dagli ultimi dati disponibili, ricavati dal Corriere della Sera sui siti dell’Ats cittadina (ex Asl) e delle singole residenze sanitarie assistenziali (Rsa), il termine con cui vengono definite comunemente le strutture per la terza età. Il tema è d’attualità perché Regione Lombardia ha appena annunciato un contributo sperimentale di mille euro per il 2017 per diecimila ospiti, uno su sei del totale dei ricoverati, i più fragili e bisognosi. «Intervenire per ridurre gli oneri economici a favore dei residenti ricoverati in Rsa con particolare complessità assistenziale e permanenza prolungata in struttura è una priorità — si legge nella delibera dello scorso 31 luglio, voluta dall’assessore alla Sanità Giulio Gallera —. Ci sarà la corresponsione di un voucher».

CASE DI RIPOSO: RETTE A CONFRONTO
Il problema è che oggi le case per anziani hanno raggiunto costi record, che arrivano anche al doppio delle spese che vanno sostenute per l’ingaggio di una badante. I posti letto accreditati al mese di aprile 2016 su Milano città sono 8.790 per 68 Rsa. Il costo minimo in media a carico delle famiglie per una giornata di degenza è di 78,50 euro, il massimo è di 101 euro. La retta mensile va da 2.388 a 3.072 euro. Un raffronto con le tariffe del 2011, l’anno a partire dal quale il Pirellone non ha più aumentato i contributi pubblici a favore delle case di riposo, mostra un incremento di spesa per i cittadini compreso tra i 198 e i 426 euro mensili (dal 9 al 14% in più).

Il pagamento delle rette, per legge, deve essere per il 50% a carico della Regione e per l’altro 50% degli ospiti. Il Pirellone riconosce 29 euro al giorno per i ricoverati a bassa intensità di cura, 39 per quelli di media intensità e 49 per l’alta intensità. Per i malati di Alzheimer la cifra sale a 52 euro. Di fronte a contributi pubblici bloccati, il costo delle Rsa sale. L’aumento è dovuto anche alla complessità sempre maggiore dei casi che devono essere seguiti. Ma la differenza purtroppo è tutta a carico degli ospiti. Quelle indicate finora sono cifre medie: i picchi sono molto più alti. Una giornata sotto la Madonnina può arrivare a costare 200 euro, quattro volte la somma messa dalla Regione come compartecipazione. Nel 2011 complessivamente il costo minimo medio delle Rsa era di 72 euro e quello massimo di 87 (per una spesa mensile tra i 2.190 e i 2.646 euro).

I costi alle stelle spingono molte famiglie a rivolgersi fuori Milano: «Il fenomeno della fuga dalla città è importante e in crescita — dice Claudio Sileo, direttore generale del Trivulzio e profondo conoscitore della materia —. Le famiglie spesso scelgono l’Oltrepò Pavese (i costi giornalieri sono tra i 54 e i 60 euro, ndr), la Bergamasca (tra i 55 e i 63 euro, ndr) e il Cremonese (tra i 52 e i 56, ndr)». L’altra soluzione, sempre più gettonata, è quella di rivolgersi alle badanti: «La preferenza delle famiglie è senza dubbio per l’assunzione di assistenti familiari, anche per i costi da sostenere, oltre che per motivi affettivi — osserva Carla Piersanti, responsabile per il Comune di Milano del servizio CuraMi seguito dalla cooperativa Eureka! —. La spesa totale mensile per una badante convivente (54 ore di lavoro settimanali) oscilla tra un minimo di 1.350 e massimo di 1.800 euro. Possono poi esserci 150 euro di eventuali straordinari. Per la sostituta nel fine settimana ci vogliono tra i 600 e gli 800 euro mensili, per una notturna tra i 860 e i 1.750 mensili».

Ora l’assessore alla Sanità Giulio Gallera tenta di aiutare le famiglie a fronteggiare il caro-Rsa: «Abbiamo approvato una misura innovativa che interviene concretamente a favore delle persone più fragili come gli anziani o chi per varie ragioni ha la necessità di essere ospitato in strutture di assistenza — spiega —. Abbiamo anche deciso di costituire un Osservatorio per il monitoraggio del sistema delle Rsa con particolare attenzione alla qualità dei servizi erogati e all’andamento delle rette. Vi parteciperanno i sindacati, l’Anci e i gestori stessi delle case di riposo». Le famiglie beneficiarie del voucher di mille euro saranno contattate direttamente dalle Rsa. L’Ats elaborerà l’elenco degli aventi diritto, in collaborazione con le case di riposo, entro il 13 novembre 2017: il provvedimento è diretto a chi è stato ricoverato in una struttura residenziale almeno 360 giorni tra il primo ottobre 2016 e il 30 settembre 2017. Fa notare Carlo Borghetti, Pd: «Con mille euro si copre a malapena il costo di una giornata al mese. Bisogna invece lavorare su un sistema premiale per le strutture che tengono prezzi più calmierati e non lasciare il cittadino a destreggiarsi nel libero mercato senza alcuna indicazione sulla qualità dei servizi e dell’assistenza».

simona ravizza
milano.corriere.it