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Pubblico impiego, 3 giorni di preavviso per permessi legge 104

ROMA. Con i nuovi contratti potrebbe scattare l’obbligo per gli statali di allertare l’ufficio 3 giorni prima, in caso di permessi da prendere in base alle legge 104 che tutela il lavoratore con disabilità grave o il dipendente che assiste un familiare.

A proporre la novità, oggi non c’è una regola sul preavviso, è l’Aran, l’Agenzia che segue le trattative sul pubblico impiego per conto del Governo. La misura rientra nel cosiddetto ‘pacchetto sociale’ che punta a un riordino della materia sulle assenze per malattia, in vista dei rinnovi contrattuali.

L’obiettivo, indicato dalla direttiva Madia, sta nel fare chiarezza e impedire gli abusi, in modo da “contemperare il legittimo diritto” dei dipendenti con “le esigenze di funzionalità degli uffici”. Tuttavia il preavviso può essere accorciato nei casi “di comprovata urgenza o necessità”.

Bonus da riconoscere anche quando si tratta solo di uno scostamento rispetto a quanto comunicato dal lavoratore, visto che sarebbe “opportuno stabilire” una “programmazione mensile”.
L’intervento era nell’aria: la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, di recente ha parlato della necessità di un monitoraggio sulla 104. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è più volte intervenuto sulla questione, riscontrando “differenze molto forti nell’utilizzo” tra il settore pubblico e privato, che “fanno pensare a potenziali forme di abuso”.

Violazioni venute anche alla ribalta nelle cronache, basti pensare all’inchiesta della Procura di Agrigento, ‘La carica delle 104’. L’Aran mette sul tavolo la regola dei tre giorni anche per i permessi relativi alla donazione del sangue. E lo stesso vale per le assenze dovute a visite specialistiche, che con i nuovi contratti sarebbe possibile spacchettare anche in ore. Per la Fp Cgil è giusto “colmare le disparità tra pubblico e privato”. La Uil però mette le mani avanti: no a “criminalizzazioni”.

Secondo la Cisal occorre “chiarire la ripartizione tra contratto e legge”, mentre la Flp avverte: “non si può chiudere un contratto senza risorse e meno diritti”. Luci, una maggiore elasticità sulle terapie salvavita, e ombre, “la riduzione del trattamento economico per i permessi, al pari di quanto avviene per le assenze per malattia”, fa notare la Confsal Unsa.
Il tavolo sugli statali in senso stretto fa da apripista agli altri comparti e si aggiornerà in base a una scaletta che vede tra i primi punti le sanzioni disciplinari, con l’ipotesi di una fase ‘cuscinetto’, di conciliazione, prima di finire in tribunale (licenziamenti esclusi).

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