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Lavoro, il piano del Governo: sconto di 3 anni per chi assume giovani

L’obiettivo è quello di favorire almeno 300.000 contratti a tempo indeterminato

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Tre anni con contributi previdenziali dimezzati, per sempre, alle imprese che assumono in pianta stabile under 29 o under 32. E’ questa, scrive Repubblica, la proposta di sgravi per le nuove assunzioni a favore dei giovani che ieri il Governo ha presentato a Cgil, Cisl e Uil. I contatti con Bruxelles che deve autorizzare la soglia sono stati gia’ avviati e l’obiettivo e’ quello di favorire almeno 300.000 contratti a tempo indeterminato nel 2018. Senza, pero’, sfavorire chi un contratto gia’ ce l’ha, grazie ad una clausola anti-licenziamento che eviti l’effetto sostituzione: dentro i ragazzi, fuori i maturi. E senza spiazzare nemmeno l’apprendistato.

Le opzioni per l’imprenditore, dal prossimo gennaio, sarebbero dunque due. La prima: assumi un giovane con un contratto a tutele crescenti senza licenziare nessun altro, risparmi il 50% dei contributi per tre anni (versando attorno al 15%) e dal quarto hai comunque un costo del lavoro piu’ basso e per sempre (30% anziche’ 33). La seconda: assumi un giovane con contratto da apprendista, hai contributi molto bassi per tre anni (11%), poi per altri anni dimezzati (15%) e dal settimo anno risali ma con lo sconto (30% anziche’ 30). Il 2021 sara’ dunque l’anno in cui il cuneo fiscale diminuira’ in modo permanente. Favorendo non solo l’impresa, come negli sgravi fiscali, ma anche il lavoratore con una busta paga un po’ piu’ generosa, sebbene senza articolo 18.

Lo stipendio di chi non ha piu’ l’articolo 18 ed e’ stato assunto con il nuovo contratto a tutele crescenti, introdotto nel 2015 dal jobs act del governo Renzi, infatti, verra’ alzato, o almeno e’ questa l’intenzione del Governo. L’altra misura che il Governo ha illustrato ai sindacati riguarda, invece, le crisi aziendali e punta ad attivare i lavoratori prima che questi siano licenziati, ovvero appena vengono messi in cassa integrazione straordinaria, attraverso un assegno di ricollocazione che poi le agenzie di lavoro possono incassare in caso facciano assumere il lavoratore altrove, in modo stabile.

Poletti ha poi assicurato che verro’ rifinanziato il programma Garanzia Giovani con 1,2 mld per lo piu’ coperti da fondi strutturali europei. Con ogni probabilita’, inoltre, verranno rafforzati anche i centri per l’impiego e lo staff per la gestione del reddito di inclusione, la misura anti poverta’ in vigore da gennaio.

affaritaliani.it