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La Procura accusa l’équipe che operò al cuore un agricoltore: “La sua morte? colpa dei medici”

Hanno scelto un tipo di intervento pericoloso e complesso senza avere l’adeguata preparazione, commettendo così errori che hanno portato alla morte del paziente. Così ritiene la Procura di Novara, che in questi giorni ha mandato l’avviso di chiusura delle indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, a sei medici per l’omicidio colposo di Antonio Fusaro.

E’ l’agricoltore calabrese di 43 anni ricoverato all’ospedale Maggiore Novara il 29 gennaio 2014 per una malformazione congenita alla valvola mitralica, operato e poi trasferito a Torino il 6 febbraio per un trapianto di cuore urgente. Il suo era stato un viaggio della speranza ma dopo sette ore di operazione i medici non riuscirono a far ripartire il cuore del paziente che, tenuto in coma farmacologico, venne poi trasferito alle Molinette. É morto il 24 febbraio.

Per il pm Nicola Serianni la colpa è dei medici che a vario titolo hanno partecipato all’intervento: il cardiochirurgo Ezio M., Mario C., Marco L., Barbara G. e Daniele P., cui si unisce Mauro R., primario alle Molinette che compare come «proctor per endodirect» (una sorta di tutor) dell’operazione.

A presentare un esposto i familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Mario Murano. Dice il legale: «Finalmente comincia la lotta per ottenere giustizia. Il maldestro tentativo dei periti del gip di minimizzare la responsabilità degli indagati è destinato all’insuccesso». Per la stessa vicenda è aperto un secondo fascicolo per falso nelle cartelle.

lastampa.it