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Napoli, è già caos all’Ospedale del Mare. L’ira dei medici: «Poco personale»

Ospedale del Mare: sullo scoglio della difficoltà di aprire da zero un presidio di 415 posti letto si infrangono gli eventi tragici di questi giorni. Di certo l’Ospedale del Mare oggi, per casi acuti, non è un ospedale sicuro ma in rodaggio per molte discipline, soprattutto non organizzato con percorsi adeguati per l’emergenza. A segnalarlo sono gli stessi lavoratori, che lamentano la carenza di personale senza il quale è impossibile far partire i servizi. Secondo i camici bianchi si sente la necessità di avere in campo un team formato sul governo clinico e il management del rischio. Cioè capace di individuare difficoltà, carenze ed errori e di proporre una revisione continua dell’attività e dei percorsi.

Ciò in vista dell’apertura del pronto soccorso di I livello a fine novembre e del Dea completo a gennaio. Da un primo sommario elenco delle difficoltà e delle carenze emerge che le barelle acquistate sono sprovviste dell’asta per sostenere le flebo, nei depositi manca materiale adeguato per la pulizia del paziente. Scarseggiano poi i dispositivi di protezione individuali per i camici bianchi.

Un altro nodo riguarda gli apparecchi per l’emogasanalisi diventati insufficienti per sostenere l’attività dei nuovi reparti programmati con l’autorizzazione dei 100 nuovi posti letto di inizio ottobre. Col contagocce anche le cartucce per le stampanti e i beni di consumo della Radiologia sono in via di esaurimento nonostante la richiesta di acquisto sia partita da diverse settimane.

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