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Muore dopo trapianto di cuore al San Camillo di Roma: cinque medici indagati

Un uomo muore a seguito di un trapianto di cuore al San Raffaele di Milano. Ne abbiamo parlato recentemente, in un articolo. La vittima aveva 61 anni, e pare che la causa del suo decesso sia dovuta a un errore medico. Le indagini, tuttavia, sono ancora in corso e ancora non c’è certezza circa la dinamica della sua morte. Per ora sono indagati cinque medici del nosocomio milanese e romano.

Un atto dovuto
A seguire il caso è il Pubblico Ministero Antonio Cristillo che ritiene le indagini «un atto dovuto». L’obiettivo è quello di permettere agli inquirenti di ottenere tutti gli accertamenti necessari e fare luce sulla questione. Inizialmente l’indagine era seguita dai Pm dalla capitale, ma subito dopo è stata avviata a Milano per competenza territoriale.

I medici sotto accusa
I medici indagati sono due cardiologi del San Raffaele di Milano e tre del San Camillo di Roma. Il fatto che siano stati coinvolti due ospedali è presto detto: il pover’uomo è stato operato al San Camillo, ma l’organo che è stato trapiantato proveniva dal San Raffaele. Tutti i medici coinvolti sono stati accusati – per ora – di omicidio colposo. Ma solo il tempo ci darà le giuste risposte.

Colpa dell’organo
Pare che il problema principale non sia dovuto all’intervento, piuttosto all’organo che è stato trapiantato. Proveniva da un 45enne morto in piscina a causa di un malore. Ma, secondo le prime ipotesi, il cuore non è era assolutamente idoneo al trapianto. Quindi, anche se l’intervento è stato eseguito in maniera esemplare, un organo non funzionante ha portato alla morte il povero 61enne.

Di chi è la colpa?
E’ indubbio che – se il tutto venisse confermato – parte della responsabilità sarebbe dell’equipe del San Raffaele che avrebbe valutato idoneo un organo al trapianto quando invece non lo era affatto. È evidente, però, che anche il San Camillo non ha effettuato tutti i controlli del caso. Tuttavia, ripetiamo, ancora non vi è alcuna certezza sull’ipotesi di omicidio colposo.

Accertamento irripetibile
Solo quando sarà terminato l’accertamento tecnico irripetibile si potrà stabilire la vera causa di morte del 61enne che ha subito un trapianto di cuore. Al momento stanno eseguendo tutte le verifiche del caso gli esperti dell’Istituto di Medicina Legale di Padova. Loro stabiliranno quali erano le condizioni dell’organo prima dell’operazione.

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Un uomo di 55 anni sottoposto a trapianto di cuore all’ospedale San Camillo di Roma muore dopo l’operazione. Pare che il cuore trapiantato fosse malato. Ora sull’accaduto la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, mentre Lorenzin annuncia controlli e verifiche

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