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Referendum Lombardia, ecco il testo della trattativa: oltre tasse e sanità, ‘insegnanti doc’ e canone Rai

La Lombardia è pronta a trattare con il governo per chiedere più autonomia su 20 materie, in base agli articoli 116 e 119 della Costituzione. Non c’è la sicurezza, ma sulle tasse la Lombardia chiede l’autonomia della Provincia autonoma di Trento. Il riconoscimento della piena autonomia sulla disciplina del bollo auto e di utilizzare l’ammontare complessivo delle imposte pagate in Lombardia come quota parte dell’importo programmato annualmente dallo Stato per attuare i programmi di difesa del suolo. Altro capitolo, la sanità, dove la prima bozza delle risoluzione che sarà votata dal Consiglio regionale il 7 novempre per chiedere di aprire la trattativa con il premier, Paolo Gentiloni, propone una vera e propria svolta sull’organizzazione del sistema socio sanitario. Con il superamento della legge 502 del 1992 che ha riformato l’organizzazione del Sistema sanitario nazionale. In altre parole, la Lombardia chiede al governo di organizzare la sanità da sè. Al netto della garanzia dei Lav, i livelli essenziali di assistenza. Inoltre, di “non avere vincoli di spesa specifici, con particolare riguardo alla possibilità di definire il sistema tarriffario”. E “la possibilità di modulare i ticket sanitari”. Finora la Regione, potrebbe, per esempio, togliere il superticket introdotto dal governo su visite ed esami garantendo, però, allo Stato, un uguale introito.

Novità anche nel campo dell’istruzione. La Lombardia chiede al governo la possibilità di reclutare a livello regionale gli insegnanti. Attraverso la creazione di un “albo regionale degli insegnanti dal quale attingere per il reclutamento diretto del personale docente da parte delle scuole”. Tra le venti materie che saranno oggetto della trattativa messe nere su bianco – delle 23 su cui si combatte la battaglia dell’autonomia – non c’è la sicurezza. I titoli dei venti capitoli della bozza infatti sono: organizzazione della giustizia di pace; organizzazione regionale del sistema educativo; tutela dell’ambiente; rapporti internazionali; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; professioni; ricerca scientifica; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo delterritorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; produzione, traporto e distribuzione dell’energia, previdenza complementare e integrativa; coordinamento finnza pubblica e del sistema tributario; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale. Tra le varie richieste al governo anche “l’impiego a livello regionale di una quota del canone Rai versato dai cittadini residenti in Lombardia e dei proventi pubblicitari”.

La bozza delle risoluzione sarà oggi illustrata dal governatore

lombardo Roberto Maroni alle parti sociali al tavolo dello Sviluppo e lunedì sarà esaminata dai gruppi politici presenti in Consiglio regionale. Poi l’esame nelle commissioni regionali Bilancio e Affari istituzionali. Quindi il voto finale dell’aula del Pirellone martedì 7 novembre.

Ecco il testo della bozza, nella parte in cui vengono elencate le materie e le richieste della Regione


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