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Sanità in Lombardia, nuovo processo per Formigoni: rinviato a giudizio per tangenti

Nuovi guai giudiziari per l’ex governatore lombardo e attuale senatore di Ap Roberto Formigoni. Il gup Alessandra Del Corvo lo ha rinviato a giudizio per corruzione in relazione a un presunto giro di mazzette nella sanità e per i suoi rapporti con il presunto intermediario ed ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi, al quale sono già stati inflitti 5 anni in appello. Il

L’accusa
Stando alla ricostruzione dell’accusa, Roberto Formigoni nel maggio 2015 avrebbe ricevuto una serie di utilità, tra cui il pagamento di vacanze in Sudafrica e Croazia, dall’ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi per conto di un imprenditore. In cambio, Formigoni si sarebbe speso per lo sblocco di stanziamenti del 2012. Le presunte utilità sarebbero consistite in oltre 400mila euro tra contanti, orologi, spese per viaggi e il noleggio di jet e barche da parte di Guarischi. In particolare, secondo l’accusa sarebbe stato garantito un trattamento preferenziale alla Hermex Italia dell’imprenditore Giuseppe Lo Presti (che ha già patteggiato la pena) nelle gare per la fornitura di apparecchiature mediche in alcuni ospedali. Rinviati a giudizio anche l’ex sottosegretario alla Presidenza della Regione Paolo Alli e l’ex dg della sanità lombarda Carlo Lucchina.

«I pagamenti»
Il gip Del Corvo ha accolto le richieste del pm Eugenio Fusco. Stando agli atti dell’inchiesta, che venne chiusa più di due anni fa e coordinata allora dai pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio (poi trasferiti in altre sedi giudiziarie), Formigoni avrebbe ottenuto da Guarischi una serie di utilità, tra cui il pagamento di vacanze in Sudafrica e in Croazia, somme in contanti, il noleggio di un aereo privato per raggiungere Olbia e di un elicottero per volare a Saint Moritz e l’acquisto di «un orologio da uomo in acciaio Bulgari dal valore di 3.530 euro». E ciò, secondo l’accusa, per garantire un «trattamento preferenziale» alla Hermex Italia dell’imprenditore Giuseppe Lo Presti nelle gare per la fornitura di apparecchiature mediche in alcuni ospedali, dandosi da fare per sbloccare gli stanziamenti regionali nel 2012. Al centro dell’indagine, in particolare, due forniture «dell’apparecchiatura diagnostica acceleratore lineare “Vero”» all’ospedale di Cremona e all’Istituto dei Tumori (quest’ultima non andò in porto).

La difesa dell’ex governatore
Un processo «ancor più infondato del primo»: così l’ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni ha commentato il suo rinvio a giudizio per corruzione a Milano. «È un processo ancor più infondato del primo e totalmente privo di qualunque riscontro – ha osservato -. Basti dire che l’imprenditore che avrei favorito non ha concluso alcun affare con Regione Lombardia». «E i viaggi che avrei avuto in dono – ha aggiunto -, sono stati da me personalmente e integralmente pagati come risulta inoppugnabilmente da bonifici e assegni provenienti dal mio conto corrente e che sono noti alla Procura».

Le indagini
Il gip ha stralciato per competenza territoriale, trasferendo gli atti a Cremona, la posizione di Simona Mariani, ex dg dell’ospedale di questa città. Lo scorso marzo, la Corte d’Appello di Milano aveva confermato la condanna a 5 anni per Guarischi, ritenuto il presunto collettore delle mazzette. Stando all’avviso di conclusione indagini, l’allora Governatore avrebbe ricevuto la «somma complessiva di 447.000 euro» suddivisa in un lungo elenco di utilità, come 7.000 euro per festeggiare il Capodanno del 2012 in Sudafrica, 11.900 euro e 17.910 euro per due vacanze in barca in Croazia. Anche il noleggio di aerei privati per andare in Sardegna, in Valtellina e a Saint Moritz, costati rispettivamente 11.880, 8.030 e 6.000 euro. Oltre ad «anticipazioni e pagamenti di spese da parte di Guarischi in suo favore per pranzi e cene in ristoranti». Lo scorso 22 dicembre, Formigoni è stato condannato a 6 anni per corruzione in primo grado assieme, tra gli altri, a Pierangelo Dacco’ e all’ex assessore Antonio Simone, i quali, secondo l’accusa, gli avrebbero pagato viaggi di lusso ai Caraibi, vacanze in barca, cene e altre utilità perché garantisse rimborsi extra al San Raffaele e alla Fondazione Maugeri.

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