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Bologna, primo caso della super-influenza. “Non era vaccinata”

Bologna, 1 dicembre 2017 – Primo grave caso di influenza con il virus isolato – ceppo A/H3 – nella Microbiologia del Sant’Orsola. Contagio riscontrato su un’anziana di 87 anni che è stata portata al Pronto soccorso e poi ricoverata.

«La paziente è arrivata da noi domenica – spiega Pietro Calogero, direttore della Geriatria – stava male perché aveva la febbre alta da 48-72 ore e anche una tosse secca con difficoltà respiratorie, è stato necessario sottoporla a ossigenoterapia e assisterla con cure di sostegno delle funzioni vitali. Con questi sintomi abbiamo deciso di avere la certezza della diagnosi con il tampone faringeo e in 24 ore abbiamo avuto la risposta. Ora la fase più critica dovrebbe essere stata superata, ma resta ancora in reparto. L’anziana è stata isolata, compatibilmente con i nostri spazi e le abbiamo dato una mascherina con filtri, indossata anche dai sanitari che l’assistono».

Influenza 2017-18, ecco come prevenirla

Affrontiamo l’argomento del contagio. «La paziente non era vaccinata contro l’influenza – dice Calogero – e si sarebbe dovuta sottoporre alla profilassi il giorno in cui sono comparsi i primi sintomi. Invece per lei sarebbe stato importante essere vaccinata, dal momento che soffre di diverse malattie croniche, decadimento cognitivo, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, osteoartrosi e sindrome ipocinetica e assume 16 farmaci al giorno. Vive con una badante, ma in casa vanno a trovarla i familiari, tra cui i nipotini».

Diamo uno sguardo alla diffusione del contagio nel nostro Paese. Durante la scorsa settimana, la quarantasettesima del 2017, i medici sentinella della rete Influnet hanno osservato 122.000 casi, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 467.000 malati. Il valore dell’incidenza totale è pari a 2,01 casi per mille assistiti.

Nell’Unione Europea circa 40.000 persone muoiono ogni anno a causa dell’influenza

«Pochi giorni fa nel laboratorio Crrem1 (Centro di riferimento Regionale per le Emergenze Microbiologiche ) della Unità operativa di Microbiologia ha identificato un caso di influenza A/H3: quindi un virus influenzale di tipo A, caratterizzato dalla presenza di emoagglutinina H3 – precisa la professoressa Maria Carla Re, direttore della Microbiologia –. E vale la pena di sottolineare il valore indiscutibile della vaccinazione: vaccinarsi è un atto di rispetto nei nostri confronti e nei confronti di chi ci sta vicino. L’influenza è una delle tante malattie infettive che possiamo prevenire con l’uso semplice di un vaccino. Il Centro europeo per il controllo delle malattie stima che, in media, circa 40mila persone muoiano prematuramente ogni anno a causa dell’influenza in Unione europea. Il 90% dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente con malattie croniche».

Il direttore osserva che «il vaccino antinfluenzale è fortemente consigliato ad alcune categorie di persone: ai soggetti di età pari o superiori a 65 anni, ai bambini e adolescenti in trattamento a lungo termini con farmaci particolari». Per la professoressa è importante anche proteggere «le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza, i ricoverati nelle strutture per lungodegenti e medici e personale sanitario di assistenza».

Il Resto del Carlino