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Garavaglia sui contratti: “Padoan ci dica dove trovare soldi per garantire ai sanitari gli stessi aumenti degli statali”. E sul superticket: “Risorse ridicole”

Lo stanziamento per il superticket è ridicolo. Se si vuole risolvere il problema si trovino le risorse adeguate. Non ha alcun investire solo 60 milioni l’anno a livello nazionale”. Così Massimo Garavaglia, coordinatore degli assessori regionali al Bilancio e assessore in Lombardia, commenta a Quotidiano Sanità lo stanziamento strutturale di 60 milioni l’anno introdotto in legge di Bilancio per allegerire il peso del superticket.

“Basti pensare – spiega Garavaglia – che solo come Regione Lombardia, per dimezzare il superticket, avevamo stanziato 40 milioni. Ora si parla di 60 milioni a livello nazionale. Non ha veramente senso. Ma c’è di peggio: il Governo ha impugnato la delibera lombarda e siamo stati costretti a lasciare tutto così com’era. Mi chiedo cosa l’abbiano impugnata a fare a questo punto”.

“Bastava almeno lasciare libertà a quelle Regioni che, come la Lombardia, erano intenzionate a metterci mano. Ora cosa dovremmo fare con 60 milioni complessivi, tagliarlo al 2% della popolazione? È imbarazzante”, aggiunge.

Quanto al passaggio della manovra alla Camera, Garavaglia lascia poco spazio alla speranza di possibili miglioramenti. “Ho l’impressione che manchi una strategia, non c’è una regia condivisa per gli interventi messi in campo. Sinceramente siamo molto preoccupati. Oggi, come Comitato di Settore, abbiamo inviato una nota ai ministri Padoan e Madia per capire come dobbiamo comportarci con i contratti”, conclude Garavaglia.

Nella nota inviata dal Comitato di settore comparto Regioni-Sanità si spiega: “Sono in corso presso l’Aran i tavoli per i rinnovi contrattuali del Comparto Sanità e del Comparto delle Funzioni locali.

Al riguardo, le tabelle acquisite dal suo dicastero rilevano un incremento dell’1,45% a regime, come indicato negli Atti di indirizzo essendo l’unico compatibile con la capienza del Fondo sanitario a legislazione vigente. La relazione tecnica al disegno di legge di bilancio 2017 prevede, ora, per le amministrazioni centrali, un incremento al 3,48%, con un significativo aumento delle risorse stanziate a regime, non disciplinando alcuna variazione ai fini di una adeguata copertura delle fonti di finanziamento per la sanità.

Risulta, quindi, incomprensibile come sarà possibile procedere ad individuare le risorse per tale armonizzazione. La legislazione vigente non viene adeguata sul versante degli stanziamenti in materia di spesa sanitaria e conseguentemente non vi sarebbero le risorse coerenti con gli altri settori della Pubblica Amministrazione.

D’altro canto, se fosse possibile farlo a risorse vigenti, significherebbe che la previsione attualmente stabilita negli Atti di indirizzo pari a 1,45% avrebbe lasciato disponibilità finanziarie non utilizzate”.

Giovanni Rodriquez
quotidianosanita.it