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Ospedali a misura di donna: ecco i migliori 306. Molti però non si fanno valutare

IL MIGLIOR POSTO dove partotire con l’epidurale o fare una mammografia senza affronatare lunghe liste d’attesa. La struttura giusta dove sottoporsi a un intervento chirurgico o curare un tumore. Sono 306 gli ospedali italiani ‘amici delle donne’, premiati con i Bollini rosa dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) per il biennio 2017-2018. Specialità cliniche dedicate alle principali patologie femminili, ma anche percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alla prevenzione.

“La salute della donna è obiettivo strategico, ribadito anche nell’ultimo G7 Salute – ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione della presentazione dei Bollini rosa – che fin dall’inizio del mio mandato ho sostenuto con determinazione in particolare attraverso l’implementazione di azioni che riguardano la medicina di genere e il benessere riproduttivo, l’appropriatezza dell’assistenza nel percorso nascita e la promozione della salute della mamma e del suo bambino, l’informazione delle donne relativamente ai rischi collegati al periodo post-fertile come quello osteoporotico e cardiovascolare, oltre a tutte le politiche di prevenzione dei tumori e delle patologie sessualmente trasmissibili”.

IL CUORE DELLE DONNE.
Nel censimento sono state coinvolte un migliaio fra le 1.500 strutture tra ospedali e case di cura convenzionate italiane, ma le adesioni alla valutazione sono state solo 324. Fra quelle che hanno rinunciato a partecipare al bando, molte non possedevano servizi adeguati per le patotologie femminili.

In tutto 13 ospedali hanno ricevuto una menzione speciale per la presenza al proprio interno di un percorso diagnostico-terapeutico dedicato alle donne nell’ambito della cardiologia. La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da oltre 300 domande suddivise in 16 aree specialistiche. Una commissione, presieduta dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, ha validato i bollini conseguiti considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.

I CRITERI DI VALUTAZIONE.
Per passare ‘l’esame’ gli ospedali candidati dovevano rispondere a diversi criteri di valutazione: la presenza di aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico per la popolazione femminile, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e l’offerta di servizi rivolti all’accoglienza e presa in carico della paziente, come la telemedicina, la mediazione culturale, l’assistenza sociale.

ARRIVA LA PET-THERAPY.
Fra le novità di quest’anno due nuove specialità, la geriatria e la pediatria. Gli esperti hanno anche valutato la presenza di percorsi dedicati soprattutto nelle aree specialistiche che riguardano patologie croniche come cardiologia e diabetologia e, nell’ambito dell’accoglienza in ospedale, da quest’anno è stato dato rilievo anche alla presenza del servizio di Pet-Therapy rivolto ai pazienti ricoverati.

SALUTE IN FARMACIA.
Dall’8 gennaio 2018, sul sito www.bollinirosa.it, sarà possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivise per regione, con l’elenco dei servizi valutati. Sarà anche possibile lasciare un commento sulla base dell’esperienza personale poi condiviso da Onda con gli ospedali interessati. Nei prossimi due anni, le 17mila farmacie distribuite su tutto il territorio nazionale daranno indicazioni per trovare l’ospedale a “misura di donna” più vicino.

“Siamo partiti con 44 ospedali nella I edizione, 10 anni fa, e festeggiamo oggi il traguardo di 306 ospedali. In questi anni la rete degli ospedali “amici delle donne” si è allargata e solo rispetto al biennio precedente quelli nuovi sono 86 – spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda – in questo decennio sono stati fatti molti passi avanti nell’ambito della medicina di genere e la salute delle donne sta diventando un punto di attenzione per molte strutture, come dimostrano i nostri dati,
ma c’è ancora molto da fare”.

Le strutture ‘amiche delle donne’ sono state selezionate per la loro competenza specialistica, ma anche per l’attenzione alla paziente e al suo benessere complessivo declinata al femminile.

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