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In Sicilia 84 morti in quattro anni per presunti casi di malasanità

PALERMO – Che la sanità siciliana non godesse di buona salute non è certo una novità. Ulteriore conferma giunge dal rapporto “Il termometro della salute”, diffuso recentemente dall’istituto di ricerca Eurispes e dall’Enpam (Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri).

Dalla relazione conclusiva del 2014 della Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, si rileva che tra il 2010 e il 2013 il numero di denunce relative alla commissione di errori in campo sanitario ammontava a 570, 400 erano relative a casi che hanno comportato la morte del paziente, per errore imputato al personale medico e sanitario o per disfunzioni e carenze strutturali.

Ben la metà delle denunce è stata effettata ai danni di appena tre regioni: Sicilia, Calabria e Lazio (287 sulle 570 denunce complessive). In particolare, la Sicilia condensa una denuncia su cinque (117) ed è la regione con il maggior numero di denunce a livello nazionale. Valore molto più contenuti si osservano in Trentino Alto Adige (1), Sardegna (2), Molise (2), Friuli Venezia Giulia (3) e Marche (4). Addirittura in Valle d’Aosta non è stata presentata neppure una denuncia.

Relativamente al numero di decessi correlati alle denunce, il numero maggiormente elevato stavolta si osserva in Calabria (87), immediatamente seguita dalla Sicilia (84) e rappresentano il 21% del totale dei decessi. Non tutti gli eventi denunciati però si correlano direttamente con l’errore del personale. Infatti, la relazione specifica che “gli episodi di malasanità non sempre però hanno a che fare con l’errore diretto dell’operatore: spesso questi episodi derivano da disservizi, carenze, strutture inadeguate, inefficiente servizio di eliambulanza, lunghe attese al pronto soccorso, difficoltà di trasferimenti dal paziente da un ospedale a un altro, casi di infezioni ospedaliere”.

Infatti, osservando il numero di denunce relative ai presunti errori sanitari si scende da 570 a 384, di cui 72 in Sicilia (secondo valore più elevato in Italia, dopo gli 87 della Calabria), comportanti 49 decessi (seguono ai 71 della Calabria).

Altro tasto dolente che affligge la sanità della nostra regione è quello relativo all’evasione. Infatti, il fenomeno investe anche la sfera sanitaria. In particolare ci si riferisce alle indebite esenzioni del pagamento del ticket. Solo nel corso del 2016 sono stati accertati 885 soggetti che tramite false autocertificazioni hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche e specialistiche per oltre 800.000 euro. A questo risultato si è giunti a seguito di una attività che ha visto la collaborazione tra la Ragioneria generale dello Stato – ispettorato generale per la spesa sociale, e il nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie del Corpo.

Oltre la metà delle esenzioni si concentra in appena cinque regioni: Veneto (123), Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87), per un totale ammontante a 502 segnalazioni (ovvero il 57%). La Sicilia si colloca in settima posizione per ammontare delle esenzioni indebite (oltre 48 mila euro) e 37 soggetti interessati. Liguria, Basilicata e Molise sono le tre regioni con il minore importo di indebite esenzioni (si parla complessivamente di un valore inferiore ai 18 mila euro).

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