Federazione Sindacati Indipendenti

Lo studio: sigarette elettroniche dannose per il Dna

SE ESPOSTI al fumo delle sigarette elettroniche, i topi presentano più danni nel loro Dna, in particolare nelle cellule del cuore, dei polmoni e della vescica, che sembrano peraltro meno capaci di ripararsi. Purtroppo però i dati ottenuti nell’università di New York, e pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), rivelano effetti nocivi anche nell’uomo. Per ora il gruppo guidato da Moon-Shong Tang ha osservato effetti simili a quelli visti sul Dna di topo in cellule umane di polmone e vescica in laboratorio, quando esposte alla nicotina e all’nnk (chetone nicotina-derivato della nitrosammina), un derivato della nicotina cancerogeno. Ma nelle cellule umane i ricercatori hanno rilevato anche un maggior tasso di mutazione e di trasformazione in cellule tumorali.

RISCHIO MAGGIORE DI TUMORE A POLMONI E VESCICA
Nonostante le sigarette elettroniche abbiano meno agenti cancerogeni rispetto al fumo di tabacco, gli “svapatori” potrebbero però avere un rischio maggiore rispetto ai non fumatori di sviluppare malattie cardiache e tumori ai polmoni e alla vescica. La Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia statunitense che regola i farmaci, ha inoltre messo sotto esame le sigarette elettroniche per il rischio di esplosione delle loro batterie.

Discorso a parte quello dei dispositivi Iqos che scaldano il tabacco senza bruciarlo. Questo tipo di dispositivo, venduto già in circa 30 Paesi nel mondo, non ha ricevuto ancora il via libera per la vendita negli Usa – la decisione sulla commercializzazione è stata infatti rimandata. Secondo l’Fda non ci sono ancora prove sufficienti che dimostrino un rischio ridotto di malattie dovute al tabacco grazie a questo dispositivo.

E’ ancora presto per fare un bilancio definitivo, ma non si tratta del primo studio sui possibili effetti negativi delle sigarette elettroniche. Una recente ricerca della University of North Carolina Chapel Hill, sostiene che il “fumo elettronico” attiva una risposta immunitaria che può portare ad infiammazioni delle vie respiratorie, in particolare dei polmoni. Con la conseguenza di bronchiti croniche, broncopneumopatia cronica ostruttiva e asma.

Fra gli esperti c’è chi come Fabio Beatrice, professore all’Università di Torino e direttore della S.C. di Otorinolaringoiatria e del Centro Antifumo dell’Ospedale S.Giovanni Bosco di Torino, considera le e-cig del 95% meno dannose di quelle tradizionali. Secondo Beatrice, è necessario “individuare la corretta prospettiva dalla quale analizzare lo scenario del fumo elettronico”. “Le e-cig producono una quantità di sostanze cancerogene ed irritanti nettamente inferiore rispetto al fumo tradizionale . La produzione di cancerogeni nel vapore di sigaretta elettronica è stata ampiamente studiata – aggiunge Beatrice – . E quando questa grandezza viene correttamente analizzata, lo si fa mettendola a paragone con la produzione di
cancerogeni delle sigarette tradizionali. In questo modo, le evidenze scientifiche hanno dimostrato che le sigarette elettroniche producono sostanze nocive in misura di almeno il 95% inferiore rispetto al normale fumo da combustione dei prodotti del tabacco tradizionale”.

repubblica.it