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Corte dei Conti: «Gestioni pubbliche, in Campania quadro sconsolante»

È un «quadro sconsolante» quello delle gestioni pubbliche in Campania «ampiamente permeate da inefficienze, disservizi, sprechi, cattiva organizzazione e corruzione». L’analisi relativa al 2017 è del presidente della Corte dei Conti della Campania, Michael Sciascia, ed è contenuta in un passaggio della sua relazione stilata in vista dell’apertura dell’anno giudiziario 2018, la cui cerimonia si terrà a Castel dell’Ovo venerdì 16 febbraio alle ore 10.

Sciascia spiega che «nell’ambito del settore pubblico è preminente l’esigenza di mantenere anche e soprattutto i sistemi finanziari nella legalità con il rispetto della veridicità dei bilanci, mentre continuano ad emergere casi di sospetta falsificazione di bilanci e consuntivi». Secondo il vertice della magistratura contabile campana è necessario ridurre i costi della politica procedendo «con decisione a un saggio taglio a benefit, di eliminazione di ingiustificate e ingiustificabili prebende, collegate alle funzioni amministrative, e di spese per nulla produttive né utili, come spesso avviene con aziende regionali e società partecipate, nonché con consulenze e assunzioni di comodo, avvertite come dannose dalla cittadinanza, nonché ad una oculata gestione dei fondi rimessi ai gruppi consiliari regionali e comunali per l’esercizio delle loro funzioni istituzionali».

In particolare, è di circa due milioni e mezzo di euro il danno quantificato dalla Corte dei Conti in relazione alla «gestione di fondi pubblici da parte dei gruppi consiliari regionali per le più varie spese». «Casi analoghi – scrive il presidente Michael Sciascia – si sono iniziati a riscontrare anche a livello comunale, in ordine a spese illegittime disposte dai gruppi consiliari di Cava dèTirreni». Sciascia sottolinea inoltre che «permane il fenomeno di appropriazione di finanziamenti e contributi, compresi quelli provenienti dall’Unione Europea, destinati ad iniziative imprenditoriali e sociali sia alla formazione professionale, che invece continuano purtroppo a risultare spesso assorbiti da iniziative fittizie ed ottenuti attraverso falsificazioni documentali in un sistema di scarsi controlli e di corruttela».

«Di particolare rilievo risulta il caso di Curia Arcivescovile – si legge nella relazione – che ha destinato concretamente il finanziamento di circa 2.500.000 per la realizzazione di struttura alberghiera invece che di tutela dell’infanzia ovvero con fatture ‘gonfiatè per ottenere circa 4 milioni di euro per contributi nell’ambito del rilancio della pesca. Ancora si presentano casi di indebita percezione di pensioni di invalidità ed in particolare di indennità di accompagnamento».

ilmattino.it