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Milano, quasi mille biopsie in sospeso. Scatta l’indagine al San Paolo

Quasi mille pazienti in attesa dei risultati degli esami, fermi da mesi, per la diagnosi di sospetti tumori. Un problema sorto lo scorso novembre e da attribuire alla mancanza di medici al San Paolo, centro di analisi anche degli ospedali di Cinisello e di Sesto San Giovanni, nonché degli oltre venti poliambulatori cittadini. «Un fatto grave e inaccettabile», dice l’assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallera. Dopo la denuncia del Corriere della Sera di ieri e la segnalazione di almeno cento biopsie e analisi citologiche bloccate da tre mesi, tra l’ansia dei pazienti e un’inefficienza intollerabile per una città come Milano, l’assessorato alla Sanità ha fatto una ricognizione della situazione.

Così gli esami che mancano all’appello sono risultati 920, di cui 220 che risalgono ancora al 2017, mentre gli altri 700 sono stati eseguiti a gennaio. Per i primi i risultati dovrebbero arrivare la prossima settimana, per gli altri sono necessari ancora dieci o più giorni. Un’assurdità. Gallera non ci gira intorno: «I vertici del San Paolo hanno una responsabilità innegabile e dovranno rispondere del loro operato». La macchina si è inceppata dopo la fuoriuscita dai laboratori di analisi del San Paolo di quattro medici con contratti a termine e la conseguente possibilità di licenziarsi con appena 15 giorni di preavviso. Ma gli interrogativi aperti restano numerosi. Perché i manager del San Paolo non si sono appoggiati — come soluzione tampone — ad altri laboratori di analisi esterni all’ospedale invece di bloccare i referti? Perché l’arruolamento dei sostituti dei medici fuoriusciti è andato così a rilento? E ancora: chi era al corrente della situazione?

Due medici prenderanno servizio lunedì, altri due a stretto giro. Ma si è corso ai ripari troppo tardi. Le scadenze previste per le consegne dei referti sono state ampiamente sforate. Gli esiti di un pap test, esame utile per individuare un possibile tumore all’utero, dovrebbero arrivare in mano alle pazienti in 15 giorni.Tempistiche più strette per altre analisi delicate. Invece decine di milanesi che si sono rivolti ai poliambulatori a fine 2017 non hanno ancora ricevuto nulla. Anche la dirigenza dell’Asst Nord Milano (che riunisce i poliambulatori, l’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo e quello di Sesto San Giovanni) si è accorta delle difficoltà. Per evitare di essere sommersi dalle richieste, i responsabili hanno distribuito ai pazienti volantini per chiedere di posticipare il ritiro dei documenti «di almeno una settimana».

Proroga poi allungata di nuovo. Tra novembre e dicembre l’Asst ha discusso del problema con il San Paolo e, vista la gravità della situazione, ha scelto di sospendere la convenzione attiva da anni. A inizio gennaio è partita la richiesta di collaborazione con il San Gerardo di Monza. Dal 1° febbraio scorso i laboratori brianzoli lavorano per analizzare tessuti e cellule dei milanesi, anche se l’accordo formale è ancora in via di definizione. Incarico che è motivo di «grande soddisfazione» per il direttore generale Matteo Stocco.

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