Federazione Sindacati Indipendenti

Sanità, a Milano meno controlli e interventi ma più code negli ospedali

Il bilancio non è positivo. Perché, scrive l’Ats di corso Italia, a Milano nel 2017 la percentuale di accesso – tradotto: la capacità da parte delle strutture di rispettare i tempi di attesa massimi – negli ospedali pubblici “scende anche fino a tre punti percentuali, in particolare nel terzo trimestre 2017, anche se si osserva una minore quantità di prestazioni erogate, 293.990 nel 2017 contro le 295.250 dello stesso trimestre 2016”. Tradotto: diminuisce il numero di controlli e ricoveri. Ma, comunque, aumentano le code.

Eccola, l’ennesima bacchettata alle strutture sanitarie milanesi (quelle pubbliche in particolare) sul fronte delle liste d’attesa: a fare il punto della situazione, e a notare come sia peggiorata nel corso dell’ultimo anno, è la stessa Ats metropolitana. Che nei giorni scorsi ha stilato il suo piano per il contenimento dei tempi di attesa. E non ha potuto che constatare che l’analisi, seppure evidenziando che il 95 per cento delle visite specialistiche e delle prestazioni ambulatoriali monitorato è stato prenotato nel rispetto dei tempi di attesa previsti della normativa, mostra criticità per specifiche prestazioni.

“L’analisi di dettaglio rileva – prosegue l’Ats – come in alcune realtà sia più difficile garantire il pieno rispetto dell’indicatore. Il principale problema è rappresentato dalla presenza di centri di eccellenza, di forte attrazione”. Dove tutti i pazienti, sia milanesi sia provenienti dal resto della Lombardia e d’Italia, vogliono farsi curare. Con le code che, così, si allungano.

Lo studio dell’Ats è stata fatto attraverso controlli sulle visite e i ricoveri fatti negli ospedali pubblici e privati milanesi nel 2017. Risultato? Se in molti casi nei tempi massimi (30 0 60 giorni, a seconda dei casi) bene o male si riesce a stare, in tanti altri casi no. Si pensi all’intervento per togliere le tonsille: dopo averne monitorati 793, eseguiti tra gennaio e dicembre 2017, l’Ats ha stabilito che a Milano i tempi massimi sono stati rispettati nel 65 per cento dei casi. Ma non nel 35 per cento, con il paziente costretto ad aspettare troppo più di una volta su tre.

E ancora: l’Ats ha controllato se i tempi sono stati rispettati in 4.478 prenotazioni per fare l’intervento alla cataratta. La puntualità, allora, c’è stata solo nel 61 per cento dei casi: una percentuale ben lontana dal 95 per cento richiesto dalla legge, e che significa che quattro pazienti su dieci hanno dovuto attendere più del dovuto.

Stesso discorso per i 902 interventi chirurgici su tumori all’utero controllati da corso Italia:
il 34 per cento delle pazienti (ancora una volta, una su tre) è rimasta in coda più del dovuto, mentre su 537 prenotazioni registrate nel 2017 per interventi di asportazione della prostata, il 72 per cento è stato fatto nei tempi massimi, il 28 per cento no. Meno problematica appare la situazione delle visite: per una prima visita gastroenterologica, le code sono state troppo lunghe “solo” nel 12 per cento dei casi, per una di chirurgia vascolare nel 9 per cento.

milano.repubblica.it