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Canone RAI: definita l’esenzione per gli over 75

E’ stato appena firmato da parte del ministro dell’Economia e del ministro dello Sviluppo economico il decreto per l’aumento della fascia di reddito di esenzione del canone RAI per gli over 75». Lo ha annunciato Paolo Gentiloni. Il presidente del Consiglio è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dei risultati 2017 dell’agenzia del Demanio. Gli esentati over 75, ha spiegato in questa occasione, passano così da 115.000 a 350.000. Con la misura sarà alzata a 8mila euro (da 6.713,98) la soglia di reddito che consente l’esenzione per coloro che hanno compiuto 75 anni.

Per quanto riguarda invece i risultati ottenuti dal Demanio, presentati oggi, il direttore dell’Agenzia Roberto Reggi ha ricordato che «il 2017 è stato l’anno dei cantieri: gli investimenti sul patrimonio immobiliare pubblico sono passati dai 300 milioni del 2014 agli oltre 3 miliardi del 2017». I 3,23 miliardi di investimento, ha spiegato Reggi, sono dovuti per 1,723 miliardi al programma delle razionalizzazioni e “federal building” e per 1,507 miliardi a interventi di efficientamento energetico, messa in sicurezza antisismica, edilizia pubblica e periferie.

In calo la spesa per le locazioni passive
«La spesa per le locazioni passive – ha continuato Reggi – è passata dai 919 milioni di euro del 2014 agli 820 milioni previsti nel 2018, per poi abbassarsi ulteriormente fino ai 715 milioni nel 2022». In media, si legge nei documenti diffusi dal Demanio, la spesa 2014-2022, vedrà un taglio sarà del 68%, pari a 204 milioni in media all’anno (sul totale di 300 milioni «effettivamente aggredibili» fino al 2022, data nella quale cesseranno i contratti pluriennali vincolati e non modificabili in quanto legate a operazioni finanziarie stipulate in passato).

L’esempio positivo: il progetto fari
Tra gli esempi virtuosi di valorizzazione dei beni immobiliari pubblici, il direttore del Demanio ha citato il progetto fari. «Attraverso la valorizzazione dei fari abbiamo promosso 17 milioni di investimenti diretti, che hanno generato una ricaduta economica complessiva di 60 milioni, guadagnando 15,4 milioni di euro di canoni in entrata». «Con i fari che stiamo per affidare al termine delle ultime gare fatte – ha sottolineato Reggi – l’Italia avrà la rete di light house accomodation più estesa del mondo».

Gentiloni: nei prossimi giorni ripartono 37-38 miliardi di investimenti
Nel suo intervento il presidente del Consiglio ha annunciato che «nei prossimi giorni presenteremo, così come previsto dalla legge di bilancio entro 60 giorni, la ripartizione del piano di investimenti per i prossimi anni, si tratta di 37/38 miliardi». L’obiettivo è ora quello di «mostrare capacità di spesa e tradurre la disponibilità finanziaria in cantieri. Da questo – ha aggiunto – dipende la capacità di avere una crescita stabile e strutturale».

Inutile promettere improbabili miracoli
Più in generale, secondo il premier «la seconda stagione di riforme che l’Italia deve affrontare nei prossimi anni non deve essere immaginata come una stagione di improbabili miracoli, non credo sia utile nei confronti dell’opinione pubblica – ha aggiunto – perché dietro questa illusione c’è il rischio di cancellare i grandi passi avanti fatti in questi anni. Noi come paese non ce lo possiamo permettere». «Non possono essere messi in discussione i passi avanti sul sistema pensionistico o sul mercato del lavoro – ha sottolineato – , così come la serietà sui conti pubblici. Il debito pubblico – ha concluso- è un tappo allo sviluppo, non solo un fattore di instabilità. Se riusciamo a invertire la tendenza diamo un segnale di ossigeno all’economia».

Giusta la strategia di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico
Gentiloni ha sostenuto la strategia della valorizzazione del patrimonio pubblico. «È giusta – ha detto -. Il valore del patrimonio è straordinario, dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico. L’Agenzia del Demanio ha fatto un gran lavoro in questi anni. C’è ancora lavoro da fare per la razionalizzazione. La parola chiave è una gestione che non punti al domani, ma a una valorizzazione, al breve o al medio termine».

Baretta: sbagliato alienare il patrimonio immobiliare per ridurre il debito
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che ha criticato la strategia di vendere il patrimonio immobiliare puybblico per ridurre il debito. «La linea dell’alienazione del patrimonio pubblico per ridurre il debito è sbagliata – ha affermato – ; e quando è stata presa era frutto di una illusione ottica, perché il 75% del patrimonio è in proprietà degli enti locali, e anche perché il valore dei beni storici è incalcolabile». «Per capire che la strada delle dismissioni era sbagliata – ha aggiunto Baretta – basterebbe confrontare le previsioni di incasso fatte dal governo Monti con le con le poche centinaia di euro incassate. La strada giusta è stata la valorizzazione: con gli enti locali e con la costituzione con Invimit di fondi immobiliari che include anche il cospicuo patrimonio degli enti previdenziali».

Il nodo del demanio marittimo
Secondo Baretta occorre anche risolvere il problema del demanio marittimo. «Il disegno di delega sul demanio marittimo è saltato in commissione – ha detto il sottosegretario riferendosi così al ddl che era in discussione in Parlamento -. Questo deve essere il primo impegno della nuova legislatura. Possiamo ricontrattatare con l’Europa i termini, ma non possiamo ignorare la questione. Occorre un accordo con i balneari per arrivare una struttura di gare, che preveda concessioni pluridecennali».

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