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Odissea per il lavoro: «Sono stata in coda un giorno e mezzo»

CARRARA. «Per accedere al piano integrato dell’occupazione messo in campo dalla Regione Toscana ho dovuto affrontare una vera e propria Odissea»: Federica Malatesta, disoccupata carrarese, sintetizza così la disavventura di cui è stata protagonista, insieme ad altre centinaia di persone, tra martedì e mercoledì.

L’intervento (Piano Integrato dell’Occupazione detto Pic, ndr)finanziato con 29 milioni di euro di fondi regionali, prevede un contributo di 500 euro al mese per sei mesi, per i disoccupati che danno disponibilità a entrare in un percorso di ricollocazione, oltre a una serie di incentivi per i datori di lavoro che assumono i destinatari dell’assegno.

Come aveva raccontato Il Tirreno nei giorni scorsi, l’entrata in vigore del piano ha fatto scattare l’“assalto”agli sportelli dei centri per l’impiego da parte di centinaia di persone. Solo in provincia di Massa-Carrara, le persone che hanno dato disponibilità ad aderire sono state oltre 1200 (vedi articolo a parte). E con un’affluenza così straordinaria ovviamente qualche disagio non poteva mancare.

Lo racconta Federica Malatesto in una cronaca dettagliata della due giorni: «Martedì, primo giorno di apertura degli sportelli, mi sono presentata al Centro per l’impiego di Carrara alle 10. Mi è stato assegnato il numero 175 e mi è stato detto di tornare giovedì 8 marzo». L’appuntamento di cui parla la donna è quello attraverso il quale il personale del centro aggiorna il profilo “occupazionale” dei cittadini che si candidano a entrare nel piano, per rinfrescare le informazioni su competenze e disponibilità. «Con un’attesa di due giorni temevo di perdere il diritto a rientrare nel piano e così mi sono precipitata al centro per l’impiego di Massa, sperando di tagliare i tempi» riferisce ancora la donna che insieme a quattro amici disoccupati, sale in auto e si precipita oltre Foce. Quando arriva al centro per l’impiego di Masso, lo sportello ha concluso l’orario mattutino e così la carrarese è costretta ad attendere la riapertura alle 15: «A Massa sono stati velocissimi. Mi hanno assegnato il numero 165 e mi hanno chiesto di presentarmi dopo un’ora e mezzo per l’aggiornamento del profilo».

Peccato però che nel frattempo, causa sovraccarico del server di riferimento, i computer del Centro per l’Impiego di Massa – come quelli del resto della provincia, e della Regione – vanno in tilt. La cosa rallenta le operazioni e dunque la mole di lavoro già “straordinaria” degli operatori degli sportelli: «Loro sono stati gentili e disponibili, sia a Massa sia a Carrara. Erano vittime, come noi, di un’organizzazione non all’altezza della situazione» riferisce Federica. A causa del disservizio informatico la donna, e decine di altre persone, vengono invitate a ripresentarsi la mattina del giorno dopo: «Mercoledì alle 8 torno al centro per l’impiego di Massa, ma i computer sono ancora in tilt e hanno continuato a funzionare a singhiozzo fino a mezzogiorno» conclude Federica Malatesta che a conti fatti riferisce di aver trascorso «un giorno e mezzo in fila, a causa di un’organizzazione carente».

Secondo l’aspirante lavoratrice, che riferisce di aver appreso del piano da Il Tirreno, «l’iniziativa è lodevole, per di occasioni di lavoro c’è davvero tanto bisogno, soprattutto nel nostro territorio, ma è stata poco pubblicizzata e mal gestita».

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