Federazione Sindacati Indipendenti

Roma, in orario di lavoro va al bar Giudice: licenziamento illegittimo

È «illegittimo» il licenziamento della dipendente del Comune di Roma, disposto dal Campidoglio il 19 maggio del 2017 per assenteismo, in applicazione del decreto Madia contro «i furbetti del cartellino». La donna era stata sorpresa fuori dagli uffici comunali di via della Greca, da dove si era allontanata, senza timbrare, per recarsi al bar a prendere una camomilla. L’illegittimità del licenziamento è stata decisa dal giudice della I sezione lavoro del tribunale di Roma che ha anche condannato il Campidoglio a «reintegrare la donna nel posto di lavoro» e «alla restituzione di tutte le retribuzioni maturate da quando è scattata la sospensione dall’ impiego».

Troppo il licenziamento per un’assenza di 6 minuti
Accogliendo il ricorso dell’avvocato Giuseppe Pio Torcicollo, il giudice in una ordinanza di sei pagine, ricostruisce la vicenda spiegando che la dipendente il 20 aprile dell’anno scorso si era «allontanata, solo momentaneamente» dall’ufficio per andare al bar avendo «lasciato in stanza tutti i suoi effetti personali». Dall’istruttoria dibattimentale è emerso che «tra la timbratura in entrata e il tentativo di rientro in ufficio compromesso dall’incidente (la donna è caduta accidentalmente riportando una frattura ad un braccio) erano trascorsi non più di sei minuti». Per il giudice, quindi, «l’irrogazione della sanzione espulsiva si appalesa sproporzionata all’entità del fatto contestato».

«La signora presenterà controquerela»
«Giustizia è stata fatta – commenta Torcicollo – e la signora adesso chiederà i danni fisici e morali subiti in questo anno di assenza forzata dal lavoro. È intenzione della signora non appena sarà archiviato anche il procedimento penale avviato a seguito della denuncia del direttore presentare una controquerela per calunnia e abuso di ufficio nei confronti di tale dirigente comunale».

roma.corriere.it