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Ars, portaborse col maxicontratto: stop dalla Corte dei conti

La Corte dei conti blocca i superstipendi dei portaborse all’Ars e contesta “il mancato aggancio” degli emolumenti alle reali qualifiche e ai curriculum. Puntando il dito ad esempio su alcuni dipendenti dei gruppi, inseriti nel bacino dei cosiddetti stabilizzati, che con la terza media arrivavano a guadagnare circa 60mila euro l’anno: quanto un dirigente. La Corte contesta poi ad alcuni gruppi, da quello dei 5Stelle a Forza Italia, alcuni superminimi dati sempre ai dipendenti di questo bacino di “stabilizzati” che si è creato negli anni passati. Ma c’è di più: i magistrati invitano poi a non spendere obbligatoriamente tutto il fondo aggiuntivo che l’Ars dà ai gruppi in base al numero dei deputati per contrattualizzare portaborse esterni. Il budget è di 58mila euro l’anno per singolo deputato e nel giro di poche settimane i gruppi hanno già fatto 104 contratti esterni, che si aggiungono agli 80 stabilizzati: in tutto al momento all’Ars ci sono quindi quasi 200 tra portaborse e collaboratori per 70 deputati, per una spesa che sfora gli 8 milioni di euro l’anno.

La scure della Corte è arrivata attraverso una relazione della sezione controllo che ha esaminato i rendiconti delle spese dei gruppi. La Corte scrive in sintesi che “nella determinazione del contributo per i collaboratori occorre tenere sempre conto della quantità e della qualità delle prestazioni lavorative svolte dal singolo dipendente”. Bocciando, ad esempio, l’istituzione dei superminimi e della quindicesima mensilità: benefit dati ad alcuni degli 80 “stabilizzati” come assistenti dei gruppi. In particolare la Corte ha contestato ai 5Stelle il pagamento di superminimo a un dipendente di questo bacino di stabilizzati e a Forza Italia uno stipendio elevato, da dirigente e intorno ai 60mila euro, a uno di questi stabilizzati che però ha soltanto la terza media.

L’ex capogruppo dei 5Stelle Giancarlo Cancelleri, insieme a Valentina Zafarana, ha già risposto alla Corte dei conti: “Da tempo avevamo posto il problema degli stabilizzati — dice Cancelleri — e la segreteria generale dell’Ars ci aveva detto che noi dovevamo pagarli utilizzando tutto il contributo che veniva erogato per loro. Invece le regole da quest’anno sono cambiate, ma nessuno ci aveva avvisato. È chiaro che per questo collaboratore “stabilizzato” ridurremo adesso lo stipendio eliminando il superminimo”. Gli 80 stabilizzati vengono pagati con fondi dell’Ars e i gruppi sono di fatto quasi obbligati ad assumerli. Per la Corte dei conti invece non c’è alcun obbligo e inoltre lo stipendio va sempre parametrato alle reali qualifiche.

I magistrati hanno poi contestato anche la spesa per gli altri portaborse che ogni singolo deputato può contrattualizzare in base a
un altro contributo da 58mila l’anno che dà sempre l’Ars: “Ma nell’ottica della razionalizzazione appare evidente come non si possa prevedere l’assunzione di un numero sproporzionato di dipendenti senza alcun aggancio alle reali necessità operative del gruppo”, scrivono i magistrati. Al momento i gruppi hanno già contrattualizzato 104 portaborse esterni, i 5Stelle, il gruppo più numeroso con 20 deputati, ha 21 collaboratori esterni.

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