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Milano, appalto al ribasso per le ambulanze: stop del Pirellone

Annullata la gara d’appalto al ribasso per le ambulanze. L’obiettivo è assicurare la qualità del trasporto dei malati da un ospedale all’altro. Per questo motivo Regione Lombardia sospende la gara da 37 milioni di euro che coinvolge i 20 più importanti ospedali di Milano e hinterland: la procedura d’appalto sarà nuovamente bandita con tariffe più elevate per chi offre il servizio. La decisione, presa sotto la guida dell’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (Areu), è del 6 aprile. Il Corriere si è occupato della questione lo scorso 26 marzo. Per un’ambulanza con due soccorritori a bordo, il bando di gara prevedeva un rimborso di 26 euro in media all’ora (13 a testa), mentre il costo orario indicato dalle tabelle del ministero del Lavoro è di 17 euro. Così le cooperative avevano lanciato un grido d’allarme: «Con le tariffe messe a base d’asta non riusciamo a coprire neanche i costi vivi del personale. Il rischio è di chiudere. Potranno lavorare solo le associazioni di volontariato». Sullo sfondo si era sollevata una domanda su tutte: il nuovo modello portato avanti dal Pirellone è quello di sostituire i soccorritori di professione con i volontari? Ognuno certamente fa del suo meglio, ma fino a che punto un professionista può essere rimpiazzato da un volontario che — anche se con impegno ammirevole — effettua magari solo un turno alla settimana o uno ogni 15 giorni?

Gli ospedali coinvolti sono Niguarda, Policlinico, Mangiagalli, De Marchi, gli ortopedici Gaetano Pini e Cto, Besta, Sacco, Fatebenefratelli, Buzzi, Melloni, San Carlo, San Paolo, più l’hinterland con Rho, Bollate, Cinisello, Sesto San Giovanni, Desio e Monza. L’appalto vale complessivamente 37 milioni di euro per 18 mesi di attività (perché è eventualmente prorogabile con una negoziazione ospedale per ospedale per altri 12 più 12 più 6 mesi). L’avviso pubblicato sul sito della Centrale acquisti di Regione Lombardia (Arca) recita: «Comunicazione di sospensione della procedura su piattaforma telematica Sintel della gara europea per l’affidamento del servizio di trasporto sanitario — si legge —. Con il presente avviso si informa che, in considerazione della necessità di verificare e conseguentemente modificare alcuni dei contenuti riportati all’interno del capitolato speciale e del disciplinare di gara, viene avviato procedimento istruttorio per la revoca della procedura di gara in oggetto».

Oltre alle tariffe considerate troppo al ribasso anche da Areu, saranno rivisti altri requisiti tecnici, in modo da non rischiare un abbassamento del livello di qualità del servizio (sono da garantire, per esempio, i tempi entro i quali un’ambulanza deve arrivare dal momento della chiamata; e va ben definita la composizione degli equipaggi, per fare salire a bordo solo soccorritori ben formati e riposati).

Marco Capra, presidente del Consorzio Lombardia Sanità, che riunisce le cooperative Italassistance e Inter Sos, era pronto a depositare lunedì 9 aprile un ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della gara: «Non è una questione di chi sia più bravo tra il dipendente o il volontario — aveva detto al Corriere—. Il problema è garantire lo stesso standard di professionalità e di esperienza nell’assistenza durante il trasporto dell’adulto, del bambino o del neonato, sia di giorno sia di notte, sia durante il fine settimana. Per ridurre i costi non ci si può basare, come purtroppo sta succedendo in questo ultimo periodo e con sempre più frequenza, solo sull’utilizzo dei volontari».

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