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Tangenti sanità, interrogatori al via: ascoltato l’imprenditore al centro dello scandalo

Primi interrogatori di garanzia, a Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti pagate nel mondo della sanità milanese. Ad essere ascoltato, a San Vittore, è l’imprenditore Tommaso Brenicci, l’unico ad essere finito in carcere. Sarebbe lui, secondo la Procura, il personaggio chiave al centro della corruzione di camici bianchi e dirigenti ospedalieri del Gaetano Pini-Cto e del Galeazzi, comprati con mazzette e “regalie” per utilizzare le protesi e i dispositivi diagnostici prodotti dalla sua azienda. I medici, secondo l’accusa, erano anche diventati soci occulti dell’imprenditore 51enne tramite una serie di società estere o intestate a prestanome, ed erano diventati fornitori degli ospedali nei quali operavano. I primari avrebbero anche ricevuto mazzette mascherate da inesistenti contratti di consulenza, “a fronte della loro fedeltà al prodotto dell’imprenditore amico”. E ancora convegni e viaggi.

“Il mio assistito non comprende perché sia detenuto”, ha spiegato l’avvocato Paolo Tosoni, “riteniamo sia una misura esagerata ma non faremo ricorso. Brenicci è disposto a collaborare, ma ci serve più tempo per studiare le carte”

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