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Arzano (Napoli) | Morta per una trasfusione di sangue infetto: 400mila euro agli eredi

Riceveranno 400mila euro gli eredi di una donna di Arzano, nel napoletano, morta nel 2005 a causa di una trasfusione di sangue infetto con l’epatite C, avvenuta nel 1992. Il Tar della Campania ha confermato la sentenza stabilita in primo grado dal Tribunale di Napoli.

La donna – secondo la ricostruzione fornita dalla difesa – venne ricoverata in una casa di cura di Napoli, dove sarebbe stata contagiata da HCV virale di tipo C.

Già nel 2004 fu accertato il nesso di causalità tra trasfusione e insorgere del contagio. L’anno dopo, in seguito all’aggravarsi della patologia, la donna perse la vita. La causa sarebbe iniziata l’anno dopo con sentenza del tribunale nel 2013, che condannò il Ministero della Salute per mancata vigilanza.

“Dopo oltre dieci anni questa vicenda giudiziaria giunge al termine”, commenta con soddisfazione l’avvocato Albachiara, legale della famiglia, che aggiunge: “Per agire in giudizio in caso di decesso di un parente, si deve agire entro 10 anni dalla morte. Si spera in un pagamento celere da parte del ministero. Agiremo contro il ministero della Giustizia per la richiesta dei danni morali per la irragionevole durata del processo”.

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