Federazione Sindacati Indipendenti

Privacy al lavoro, tra sorveglianza e ispezioni al pc

Viviamo o non viviamo nell’epoca del Grande Fratello? Viviamo o non viviamo nell’era dei selfie, dei video, delle webcam? E allora stupisce e non stupisce che oggi le aziende, più di ieri, possano tenere sotto controllo i propri lavoratori, nonostante tutte le chiacchierate sulla privacy degli ultimi tempi. E così, stando a quanto ha stabilito il tribunale, sì alla videosorveglianza «intelligente» e sì a ispezioni «retroattive» sul pc aziendale dei dipendenti, sempre che particolari esigenze lo richiedano.

Per «videosorveglianza intelligente» si intende quella in grado di rilevare in tempo reale condotte anomale e comportamenti potenzialmente illeciti di personale interno o esterno, tracciando gesti e percorsi o rilevando presenze non autorizzate in determinati luoghi. Il Garante della Privacy giustifica l’impiego di questi controlli laddove il datore di lavoro svolga un’attività che deve essere tutelata in maniera particolare per rischio sabotaggi o attacchi terroristici. Insomma, una cosa un po’ speciale.

Poi c’è il tema del controllo del datore di lavoro sul pc aziendale. Di norma, il datore può adottare provvedimenti di questo tipo solo dopo aver contestato formalmente al lavoratore il comportamento ritenuto irregolare. Si possono controllare a ritroso le operazioni svolte dal lavoratore se queste abusano di un bene aziendale e dall’impiego del computer per finalità extra lavorative con ricadute nocive per l’immagine e/o il patrimonio dell’azienda. Per questi fini, è consentita l’estrazione di dati relativi al traffico telefonico, alla navigazione in Internet e alla posta elettronica.

La questione è comunque piuttosto spinosa e abbiamo chiesto all’avvocato Emanuela Nespoli, partner dello Studio Legale Toffoletto De Luca Tamajo e Soci, di fare luce.

Intanto, prima cosa: può un’azienda mettere delle videocamere di sorveglianza negli uffici? Con che limiti?

«Sì, il datore di lavoro può installare un sistema di videosorveglianza in azienda, ma non al fine di controllare a distanza i propri dipendenti. Infatti, l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori prevede che le videocamere di sorveglianza possano essere installate solo per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale. Tuttavia, una volta installate in azienda, le videocamere potrebbero dare al datore di lavoro anche la possibilità di controllare a distanza i propri dipendenti. Proprio per questo motivo, le videocamere di sorveglianza possono essere installate solo previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure previa autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro. Tale passaggio (l’accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato) è volto a verificare che la finalità dell’installazione delle videocamere non sia il puro e semplice controllo a distanza dei lavoratori, che, come detto, è vietato, ma, al contrario, che vi siano effettive esigenze aziendali, e che il potenziale controllo che dall’installazione delle videocamere può derivare sia contenuto entro certi limiti».

di VALERIA VANTAGGI
vanityfair.it