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Croce Rossa di Piossasco, sequestrati 250mila euro all’ex presidente

Nuovi guai per Pierpaolo Cagnasso, l’ex presidente della Croce Rossa di Piossasco finito sotto processo per aver sottratto dai conti del comitato circa 400 mila euro, dal 2010 al 2016. Il dirigente della Cri è accusato di peculato e appropriazione indebita, ma adesso si è conclusa l’istruttoria presso la Corte dei Conti che ha permesso di accertare anche il danno erariale. Per questo motivo nei giorni scorsi la guardia di finanza ha eseguito il sequestro conservativo di somme per circa 250 mila euro nei confronti di Cagnasso e della sua segretaria.

La vicenda
Tutto è iniziato verso la fine del 2016, quando un revisore dei conti notò degli strani ammanchi nei conti della Cri piossaschese. Le indagini delle fiamme gialle hanno riguardato prima il periodo dal 2010 al 2013, quando la Croce Rossa era ancora un «soggetto di diritto pubblico» e il suo presidente rivestiva la qualità di pubblico ufficiale. Successivamente hanno investito anche il triennio 2014-2016, riscontrando altre gravi irregolarità. Gli investigatori, coordinati dal pm Elisa Pazè, hanno ipotizzato che il denaro sottratto alle casse della Cri sia servito per «mantenere un elevato tenere di vita», comprando auto e case di lusso. E per questo, lo scorso anno, hanno eseguito un primo sequestro di conti correnti, polizze assicurative e un immobile per un valore di circa 250 mula euro a carico dei due indagati.

Cri parte civile
Il processo penale si è aperto lo scorso marzo, con la costituzione della Cri come parte civile, mentre il procedimento presso la Corte dei Conti si è appena concluso. Su richiesta del procuratore regionale, è stato autorizzato il sequestro conservativo, sia nei confronti dell’ex presidente Cagnasso sia della sua segretaria, di altri 250 mila euro. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino.

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