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Infortunio sul lavoro: chi paga lo stipendio?

Ti sei fatto male sul posto di lavoro? Se il tuo datore di lavoro ha correttamente inviato la denuncia d’infortunio all’Inail, e l’istituto ha accertato che si tratta di un infortunio lavorativo (ha cioè verificato la sussistenza del requisito dell’occasione di lavoro), a seconda delle conseguenze puoi aver diritto a delle prestazioni erogate dall’Inail. In particolare, se dalla visita medica emerge l’impossibilità assoluta che tu lavori per un determinato lasso di tempo, hai diritto alla rendita per inabilità temporanea assoluta per tutta la durata della tua assenza. Se, invece, l’infortunio è avvenuto per cause non riconducibili all’attività lavorativa svolta, l’assenza viene trattata come una normale malattia pagata dall’Inps. Ma, in caso d’infortunio sul lavoro, chi paga lo stipendio? È il datore di lavoro a doverlo anticipare, come avviene per la malattia Inps, oppure è direttamente l’Inail a corrispondere i soldi? Facciamo il punto della situazione sugli infortuni sul lavoro: a quali prestazioni si ha diritto, come sono calcolate, chi paga.

Indice

1 Che cos’è la rendita per inabilità temporanea assoluta?
2 Come si calcola la rendita temporanea Inail?
3 Chi paga la rendita temporanea Inail?
4 Che cos’è la rendita diretta per inabilità permanente?
5 Come si calcola la rendita permanente Inail?
6 Chi paga la rendita permanente?
7 Quando è liquidata la rendita provvisoria?
8 Che cos’è l’indennizzo per danno biologico?
9 Come si calcola la rendita per danno biologico?
10 Chi paga la rendita per danno biologico?
11 Che cos’è la rendita unificata?
12 Che cos’è l’assegno personale continuativo?
13 Quali sono le altre prestazioni economiche erogate dall’Inail?
Che cos’è la rendita per inabilità temporanea assoluta?
Se il subisci un infortunio sul lavoro, hai diritto a un’indennità da parte dell’Inail in tutti i casi in cui, in conseguenza dell’evento lesivo, non puoi svolgere la tua attività.

In particolare, l’Inail paga al lavoratore, a decorrere dal 4° giorno successivo a quello in cui è avvenuto l’infortunio, un’indennità, detta rendita per inabilità temporanea assoluta: l’indennità è dovuta per tutti i giorni, compresi i festivi, e deve essere corrisposta fino a quando dura l’inabilità assoluta (che impedisce totalmente e di fatto all’infortunato di fornire la propria prestazione lavorativa).

I contratti collettivi, poi, dispongono normalmente, a carico del datore di lavoro, l’obbligo di corrispondere un’integrazione della rendita Inail, in modo da garantire al lavoratore il normale trattamento spettante.

Nei primi 3 giorni di assenza, non indennizzati dall’Inail, detti giorni di carenza, il datore di lavoro è obbligato a pagare:

l’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio;
il 60% della retribuzione (salvo condizioni di miglior favore normalmente previste dai contratti collettivi di categoria) per i giorni successivi, fino a quando sussiste la carenza dell’assicurazione, cioè fino al 4° giorno dal verificarsi dell’infortunio.
L’obbligo di pagamento sussiste anche nei casi in cui l’Inail non è tenuto ad erogare alcuna indennità, in quanto la guarigione avviene entro il periodo di carenza.

Come si calcola la rendita temporanea Inail?
L’indennità giornaliera per inabilità temporanea a carico dell’Inail è pari al 60% della retribuzione media giornaliera riferita ai 15 giorni precedenti l’infortunio, elevabile al 75%, a decorrere dal 91° giorno anche non continuativo.

Nel determinare la retribuzione media giornaliera, devono essere contati anche i compensi per ferie e i riposi aggiuntivi per riduzione di orario, per festività (godute e non godute) e per gratifica natalizia, applicando le seguenti percentuali d’incremento alla retribuzione giornaliera ordinaria, al netto del compenso per lavoro straordinario (se corrisposto) e delle eventuali indennità collegate all’effettiva presenza:

per ferie e per riposi aggiuntivi per riduzione di orario (Rol), la percentuale è ricavata dal seguente rapporto: (n° giorni di ferie + Rol) /300 (giornate lavorative);
per festività: n° giorni di festività/300;
per gratifica natalizia: 8,33%.
Chi paga la rendita temporanea Inail?
L’indennità temporanea viene pagata dall’Inail tramite assegno bancario intestato al lavoratore o altre modalità tracciabili: per scegliere la modalità di pagamento è necessario compilare il modulo scaricabile dalla sezione dedicata del sito Inail. La rendita può essere anche anticipata dal datore di lavoro in busta paga; in questo caso, l’azienda viene successivamente rimborsata dall’istituto.

Il datore di lavoro è comunque tenuto a integrare la parte di retribuzione non coperta dall’Inail, se il contratto collettivo lo prevede.

Che cos’è la rendita diretta per inabilità permanente?

Il lavoratore, a seguito di un infortunio o di una malattia professionale, può riportare un’inabilità, cioè una riduzione della capacità lavorativa. L’inabilità può essere temporanea, quando la sua durata è limitata, o permanente. L’inabilità permanente può essere:

assoluta, se il dipendente perde completamente e per tutta la vita l’attitudine al lavoro;
parziale, se la capacità lavorativa, pur diminuendo per tutta la vita, si perde soltanto in parte.
L’Inail, se la capacità lavorativa è ridotta in misura superiore al 10%, eroga una rendita per inabilità permanente, rapportata al grado di inabilità; la rendita viene corrisposta a partire dalla cessazione dell’indennità di inabilità temporanea assoluta. In certi casi è comunque corrisposta direttamente l’indennità permanente, quando l’Inail è in grado di determinare da subito il grado di invalidità definitivo: in tale ipotesi viene liquidata una rendita provvisoria, che successivamente è sostituita dalla rendita definitiva.

Come si calcola la rendita permanente Inail?
La rendita diretta per inabilità permanente è calcolata secondo la retribuzione effettiva corrisposta al dipendente nei 12 mesi antecedenti l’infortunio o la malattia professionale.

Se nel periodo l’assicurato non ha lavorato con continuità, o, ha prestato la propria opera presso più datori e non è possibile determinare il totale delle retribuzioni percepite, la retribuzione annua è pari a 300 volte quella giornaliera.

In ogni caso, la retribuzione annua:

non può superare 300 volte la retribuzione media giornaliera aumentata del 30%;
non può risultare inferiore a 300 volte la retribuzione media giornaliera diminuita del 30%.
Le modalità di calcolo della retribuzione media giornaliera sono differenti, a seconda del tipo di paga adottato:

se la paga è oraria, bisogna prima calcolare il guadagno medio orario, dividendo lo stipendio percepito nei 15 giorni precedenti l’infortunio (o la malattia) per il corrispondente numero di ore di lavoro ordinario svolto; il guadagno medio orario, moltiplicato per il normale orario settimanale e diviso per 6, dà la retribuzione media giornaliera;
se la retribuzione è mensilizzata, la retribuzione media giornaliera si ottiene dividendo lo stipendio del mese precedente l’evento per 25.
L’importo viene però aumentato degli eventuali altri compensi corrisposti dal datore di lavoro, tra i quali vi sono:

lavoro straordinario;
ferie, festività, tredicesima e quattordicesima, riposi compensativi, permessi retribuiti, etc.;
compensi aggiuntivi, come indennità, maggiorazioni per festività, rimborso spese non documentate, etc.
Se per il lavoratore assicurato sono stabilite delle retribuzioni convenzionali, l’indennità si calcola sulla base di tali retribuzioni.

Chi paga la rendita permanente?
La rendita permanente è corrisposta direttamente dall’Inail e non deve essere anticipata dal datore di lavoro.

Quando è liquidata la rendita provvisoria?
Nei casi in cui l’Inail sia in grado di determinare da subito il grado di invalidità definitivo viene liquidata una rendita provvisoria, che successivamente è sostituita dalla rendita definitiva.

Che cos’è l’indennizzo per danno biologico?
La rendita per inabilità permanente non deve essere confusa con l’indennizzo per danno biologico corrisposto, sempre dall’Inail, in forma di rendita: in questo caso, la prestazione è conseguente al danno alla persona nella sua totalità. Si considera, quindi, la menomazione all’integrità psico-fisica dell’assicurato, che si riflette su tutte le sue attività e capacità, compresa quella lavorativa generica, inscindibile dalle altre.

L’indennizzo è corrisposto in forma di rendita se il grado di invalidità è pari o superiore al 16% ed in capitale se fra il 6 ed il 15%. L’importo in capitale (liquidato una tantum) dipende dall’entità del danno e dall’età dell’infortunato, ed è stabilito da apposite tabelle dell’Inail.

Per chi subisce un infortunio che causi un’invalidità dal 16% in poi, fino al 100%, l’Inail, come appena detto, dà una rendita, che viene erogata per tutta la vita, come una vera e propria pensione.

Come si calcola la rendita per danno biologico?
L’importo della rendita per danno biologico è calcolato basandosi sulla componente biologica, che dipende dalla percentuale di invalidità e sulla componente patrimoniale, cioè sul reddito percepito fino al momento dell’accertamento dell’invalidità, secondo apposite tabelle.

Chi paga la rendita per danno biologico?
La rendita per danno biologico è corrisposta direttamente dall’Inail e non deve essere anticipata dal datore di lavoro.

Che cos’è la rendita unificata?
In caso di nuovo infortunio o malattia professionale, ricadente nello stesso regime assicurativo del danno biologico, il lavoratore ha diritto a un’unica rendita o a un indennizzo in capitale, corrispondente al grado di invalidità determinato secondo i postumi di entrambi gli eventi.

Che cos’è l’assegno personale continuativo?
L’assegno personale continuativo è un assegno di assistenza, erogato a chi ha subito un infortunio o una malattia professionale nel caso in cui abbia necessità di assistenza continuativa. È incompatibile con l’assegno di accompagnamento, in quanto le due indennità hanno la stessa finalità.

Quali sono le altre prestazioni economiche erogate dall’Inail?
Le ulteriori prestazioni economiche a cui si ha diritto a seguito d’infortunio sul lavoro o malattia professionale, corrisposte direttamente dall’Inail, sono:

la rendita di passaggio: si tratta di una prestazione erogata ai lavoratori affetti da silicosi o asbestosi, allo scopo di incentivare l’abbandono delle lavorazioni ritenute nocive;
l’assegno di incollocabilità: si tratta di una prestazione dedicata ai lavoratori, titolari di rendita per infortunio o malattia professionale, che hanno un grado di inabilità permanente superiore al 20% e meno di 55 anni; i lavoratori devono essere riconosciuti incollocabili dai competenti uffici del lavoro (centri per l’impiego);
l’erogazione integrativa di fine anno: alla fine di ogni anno, l’Inail corrisponde a chi ha un grado di inabilità compreso tra l’80% e il 100% (grandi invalidi) e a chi ha un grado di inabilità del 100%, con diritto all’assistenza personale continuativa (super invalidi), una prestazione economica integrativa; la prestazione è concessa se il reddito personale dell’invalido non superi i limiti di reddito stabiliti ogni anno dall’Inail;

l’integrazione della rendita: entro i termini di revisione delle rendite da infortunio o malattia professionale, l’Inail può corrispondere al lavoratore un’integrazione economica della prestazione in caso di ricaduta nello stato di inabilità temporanea assoluta al lavoro, conseguente all’infortunio o alla malattia professionale che ha dato luogo alla costituzione della rendita; l’integrazione è riconosciuta anche nel caso in cui l’Inail sottoponga l’interessato a specifiche visite o terapie.

Noemi Secci
laleggepertutti.it/