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Reddito di cittadinanza ai residenti da 5 anni

Il reddito di cittadinanza non riguarda solo i cittadini italiani: ne avranno diritto dal 2019 tutti coloro che sono residenti in Italia da almeno cinque anni. E’ uno dei dettagli che emergono sulla misura introdotta dall’esecutivo nella Legge di Bilancio 2019, della quale fino a questo momento non si conosce il testo. «Nei prossimi giorni conoscerete tutti i numeri», ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio. Ma alcuni particolari sono comunque dettagliati nel documento di programmazione inviato alla Commissione UE.

Ebbene, nel documento viene specificato che il reddito di cittadinanza, pari a 780 euro al mese, spetta a tutti i:
maggiorenni residenti in Italia da almeno cinque anni, disoccupati o inoccupati, inclusi i pensionati.

Il reddito di cittadinanza supera il ReI, l’attuale reddito di inclusione (che, evidentemente verrà sostituito dal nuovo sussidio). E’ una misura che ha l’obiettivo di «sostenere chi si trova al di sotto della soglia di povertà e, allo stesso tempo, favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro attraverso un percorso formativo vincolante».

Viene dunque confermato che il sussidio economico sarà accompagnato da un progetto di reinserimento sociale. Non a caso, il reddito di cittadinanza non partirà da gennaio 2019 ma con ogni probabilità da marzo-aprile (il Governo si è limitato ad annunciare l’operatività della misura a partire dal primo trimestre dell’anno), e sarà preceduto dal potenziamento dei centri per l’impiego.

E confermato che spetterà a tutti coloro che sono sotto i 780 al mese, fino a integrazione di questa somma. Sarà poi parametrato al numero dei componenti familiari: qui si attendono dettagli sul meccanismo previsto.

Ci sarà anche la pensione di cittadinanza, sempre pari a 780 euro al mese. In questo caso, il Governo specifica che ne avranno diritto tutti coloro che percepiscono la pensione minima, che quindi sarà alzata fino a 780 euro. Viene però introdotto un meccanismo che abbassa il trattamento ai proprietari dell’abitazione in cui abitano.

Segnaliamo infine, in considerazione del dibattito che si sta sviluppando nelle ultime ore, che il vicepremier Di Maio ha dichiarato che la misura sarà uniforme su tutto il territorio nazionale. Quindi, la norma non prevede differenziazioni (l’assegno sarà di 780 euro in tutta Italia). Sembra che non sia da escludere, però, la possibilità di una differenziazione delle regole relative alle proposte di lavoro (previste dal piano di inclusione che accompagna la misura).

«Stiamo pensando, ad esempio – ha spiegato il premier Giuseppe Conte -, a come modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica».

pmi.it