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La Corte dei conti condanna due medici dell’ospedale

PISTOIA. Le indagini erano state avviate nel novembre 2014, quando la direzione sanitaria dell’ospedale di Pistoia aveva segnalato alla questura la sparizione di materiale per medicazioni, kit per le sale operatorie, garze, addirittura alcuni camici. E circa due mesi dopo la Squadra mobile aveva individuato i presunti responsabili di alcune di tali sparizioni: due medici in servizio nello stesso San Jacopo, uno come anestesista e uno come medico chirurgo. Accusati di peculato, i due professionisti avevano patteggiato la pena davanti al gip nel novembre successivo: un anno di reclusione uno e undici mesi il collega.

Adesso, dopo la sentenza penale del tribunale e un periodo di sospensione senza stipendio inflitto loro dall’Asl, per Alfredo Grande e Deluca Colugnat è arrivata la condanna da parte della magistratura contabile: la Corte dei conti di Firenze ha stabilito che il primo dovrà risarcire all’Asl 14.616,04 euro, il secondo 14.728,86. Una cifra leggermente inferiore a quella conteggiata dalla procura visto che in sede di patteggiamento i due avevano già risarcito 1.500 euro ciascuno.

Nel quantificare la cifra – a fronte di un valore delle attrezzature sottratte (danno patrimoniale) di soli 189 euro per Grande e di 76 per Colugnat – i giudici fiorentini hanno ritenuto particolarmente rilevante il danno di immagine patito dall’azienda sanitaria a causa del comportamento dei due medici: «Tale profilo di disdoro e percepita riprovevolezza dei fatti risulta poi ulteriormente accentuato dalla vicenda penale che ne è scaturita… Ai fini della quantificazione di tale danno occorre peraltro tener conto di tutti i profili… in ordine alla gravità della condotta posta in essere dai convenuti e al relativo grado di odiosità sociale (criterio “oggettivo”), alla posizione rilevante, benché non apicale, rivestita dai convenuti, quali medici ospedalieri, esposti peraltro a diretto contatto con l’utenza (criterio “soggettivo”) e, in ultimo, alla diffusione della vicenda, avutasi per il tramite di vari articoli, alcuni dei quali pubblicati presso rilevanti testate giornalistiche».

Il 28 gennaio 2015 – dopo la segnalazione da parte dell’Asl e l’avvio degli appostamenti – gli investigatori della Squadra mobile avevano scoperto all’interno dell’auto condotta dal Grande del materiale sanitario: rubinetti a tre vie, prolunghe, camere per areosol ed altro. Il medico ammise subito cdi averlo preso in ospedale per utilizzarlo nel centro chirurgico privato in cui prestava la sua attività professionale extramoenia. I poliziotti, raggiunto tale centro per una perquisizione, avevano trovato altro materiale sanitario dell’Asl all’interno dell’ambulatorio dove prestava la sua attività extramoenia il dottor Colugnat.

Fra i danni patrimoniali contestati dalla procura della Corte dei conti ai due medici, anche quello dei costi per il personale sostenuti dall’Azienda per le attività interne d’indagine e per l’istruttoria necessarie a fronte della condotta dei

convenuti». Costi però riconosciuti dai giudici solo in parte: l’indagine era scattata dalla sparizione di teli e altro materiale dalle sale operatorie, rispetto alla quale il Grande e il Colugnat erano risultati estranei. —

MASSIMO DONATI. BY NC ND