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Kit per diabetici, un’inchiesta della Corte dei conti sugli sprechi

Finiscono sotto la lente di ingrandimento della Procura della Corte dei conti della Lombardia gli sprechi milionari negli acquisti dei kit per diabetici da parte della Regione negli ultimi sei anni. I magistrati guidati dal Procuratore capo Salvatore Pilato stanno lavorando al caso di cui ha dato notizia il Corriere della Sera dopo che l’ Autorità nazionale anticorruzione ha denunciato che a causa della mancata esecuzione di una gara di appalto, alla quale si lavora dal 2013, l’approvvigionamento dei kit potrebbe essere costato al Pirellone un sovrapprezzo stimabile tra 106 e oltre 190 milioni di euro o, per meglio dire, tra i 17 ai 30,5 milioni l’anno.

Per fornire a ciascun malato di diabete lancette pungidito, aghi-penna, strisce per il controllo della glicemia e siringhe da insulina ogni anno la Regione spende 78 milioni di euro, cioè 166,5 euro a paziente. Una spesa che potrebbe essere tagliata da un minimo del 22 a un massimo del 40%, ferma restando al qualità dei kit, se solo migliorasse in Lombardia, ma anche in altre regioni italiane, quello che l’Authority guidata da Raffaele Cantone il «processo di approvvigionamento».

In Lombardia i kit sono forniti ai 470 mila malati attraverso un accordo con le farmacie a prezzi molti più alti di quelli che si otterrebbero se si portassero a termine le procedure, in corso dal 2013, per l’espletamento di una gara di appalto per la fornitura, come è avvenuto in Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Il risparmio potrebbe oscillare tra il 22 e il 40%, secondo l’Anac. Per allestire la prima gara di appalto sono stati necessari due anni, dall’ottobre 2013 al novembre 2015. Poi è stata annullata dal Tar.

Sei mesi per la seconda, che è stata bloccata il 15 aprile 2016. Da quel momento la firma del contratto per la fornitura dei kit anche fuori dalle farmacie è stata di volta in volta. Se questo ha causato un danno all’erario, e di quale entità, ora saranno i magistrati contabili a stabilirlo.

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